Cagliari, gatti morti e strane incursioni notturne sotto Tuvixeddu

La denuncia nel sito Sardegna Sotterranea: lunedì verrà presentato un esposto, da parte degli esploratori di due associazioni che si battono per la difesa del colle Tuvuxeddu, alle autorità competenti

di Marcello Polastri

 

Alle 2 del mattino li ho visti scavalcare il cancello ed entrare nel cortile per poi sparire in fretta e furia sottoterra“. È la premessa di uno dei tre testimoni che, nella notte tra il 2 e il 3 settembre, ha visto una decina dei persone, “credo fossero ragazzi” che nel centralissimo viale Sant’Avendrace hanno scavalcato un cancello. “È stato un entra ed esci stranissimo, lungo quasi 2 ore“.

Il motivo? Portarsi all’interno delle cavità sotterranee del colle Tuvixeddu e raggiungere – si ipotizza – i tunnel scavati dall’Italcementi. “Credo fosse una banda di tombaroli, certamente gente senza scrupoli che non ha a cuore questi luoghi se scavalca, come se niente fosse, cancelli e recinzioni forse per depredare quel che resta delle antichità di Tuvixeddu” afferma A.C., 28 anni, abitante di Sant’Avendrace. Anche lui ha notato gli strani movimenti di quella strana banda.

Erano una decina, avevano delle luci posizionate in testa, tipiche di quelle usate dagli speleologi “, prosegue il giovane testimone che preferisce restare anonimo. “A pensare che quei ragazzi, quel mercoledì notte, hanno fatto un gran baccano” racconta una signora residente in quella zona: “poco prima della loro incursione non sono certo passati inosservati per strada, poi hanno scavalcato il cancello d’una proprietà privata e sono scomparsi sottoterra, diretti nelle gallerie. Per questa ragione abbiamo segnalato alle forze dell’ordine la loro strana condotta”.

In seguito a questa segnalazione pervenuta al sito Sardegna Sotterranea, è stato effettuato un sopralluogo documentaristico. A far le spese dell’incursione anonima, anche un gatto, morto, all’ingresso dei sotterranei, sotto un grande sasso. Sono stati individuati, durante l’ispezione nei tratti di gallerie, evidenti segni di manomissioni: in un angolo dell’acquedotto romano, dalla base di pozzi ascendenti, sono state spostate alla rinfusa grandi pietre come nel tentativo di aprire i tratti di cunicoli occlusi.

Chi potrebbe aver agito in questo modo, e perché? Sarà stata questa banda di malintenzionati?

Ne sapremo di più nei prossimi giorni. Lunedì verrà presentato un esposto, da parte degli esploratori di due associazioni che si battono per la difesa del colle Tuvuxeddu, alle autorità competenti. 

Esisterebbe anche la possibilità di individuare i responsabili del “salto al cancello” attraverso le telecamere di sicurezza della zona, unitamente all’attenta perizia dei segni lasciati dal passaggio degli speleo-tombaroli. “Mentre dormivo ho sentito un gran baccano – racconta un altro abitante del quartiere – così mi sono affacciato, vedendo con stupore che quei tizi sono usciti dai tunnel alle 4 del mattino, svegliandomi. Uno di loro – conclude il testimone – era buffo, il più grassottello ed è rimasto infatti mezzo appeso nel cancello, per poi esser aiutato da quegli strani figuri a riuscire per strada. E così sono scappati di corsa“.