Cagliari, finalmente verrà ricostruito quel pezzo di città distrutto dalla guerra: “Ma i tavolini?”

L’opinione di Marcello Roberto Marchi: “nalmente dopo 75 anni dalla fine della guerra, le nuove regole del Piano Regolatore consentiranno di ricostruire  la parte storica della Città dove ancora resistono le macerie dei bombardamenti che hanno devastato Cagliari e Castello. Era ora, si direbbe e ne siamo felici perchè potrà nuovamente risplendere in tutta tipicità la parte più nobile e antica della Città, ricca di storia e di cultura. Ma resta il problema di tavolini e movida”

Annuncio trionfante da Palazzo Bacaredda : finalmente dopo 75 anni dalla fine della guerra, le nuove regole del Piano Regolatore consentiranno di ricostruire  la parte storica della Città dove ancora resistono le macerie dei bombardamenti che hanno devastato Cagliari e Castello. Era ora, si direbbe e ne siamo felici perchè potrà nuovamente risplendere in tutta tipicità la parte più nobile e antica della Città, ricca di storia e di cultura. Ma a Cagliari, per converso, c’è una nuova guerra e un nuovo genere di bombardamento : quelli della ” movida ” e dei tavolini, che portano via il sonno, la serenità, anche la salute dei residenti  e sottraggono spazi essenziali, soprattutto in Centro storico. e al vivere civile, definiti ” spazi pubblici e di pubblica fruizione ” nella terminologia giuridica e nei parametri fisici dalle vigenti norme urbanistiche regionali, nazionali ed europee , di tutela paesaggistica e ambientale. Un “bombardamento” iniziato con l’amministrazione di Centrosinistra guidata Massimo Zedda e che prosegue con il Centrodestra guidato da Paolo Truzzu. Un bombardamento incessante, che non ha sosta nemmeno  in periodo di coronavirus, sacrificando  piazze, strade, marciapiedi, spazi auto funzionali alla   “movida” che sta portando i residenti ad andar via dalle loro abitazioni e le varie piccole attività commerciali a chiudere bottega sacrificate alla ristorazione diffusa che ha alterato anche il mercato delle locazioni. Sembra prevalere, anche nella politica cittadina, l’antica regola per mantenere il consenso : ” panem et circenses “. Non rimane che un bel augurale : “Prosit “.

Marcello Roberto Marchi


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