Cagliari, fila record per il vaccino in piazza Garibaldi: “Lo facciamo per proteggerci e per lavorare”

Effetto green pass obbligatorio, tantissime persone in coda sin da via Alghero, superato abbondantemente il “muro” delle 500 dosi all’open night vaccinale. Molti giovani in attesa ma anche lavoratori: “Abbiamo atteso, ora che c’è la certificazione verde obbligatoria ci vacciniamo anche per poter continuare a lavorare e non perdere lo stipendio”. Dosi anche a stranieri e senzatetto. GUARDATE le VIDEO INTERVISTE

Una fila lunghissima che parte sin dalla parte alta di via Alghero già da un’ora prima rispetto all’apertura dei “cancelli” dell’open night vaccinale organizzato in piazza Garibaldi da Ats e Comune di Cagliari. Effetto sicuramente del green pass obbligatorio per lavorare: certo, la carta verde si può ottenere anche con un tampone negativo ogni due giorni, ma in tanti hanno preferito farsi inoculare la prima dose del vaccino anti Covid. In attesa, paziente, tanti giovani, ma anche lavoratori come professori, operai e camerieri. La data del 15 ottobre si avvicina e così, alla scontata protezione sanitaria, per molti si è aggiunta la necessità di poter continuare a portare a casa lo stipendio. “Tantissime persone, non ci aspettavamo numeri simili”, commenta l’assessora comunale delle Politiche sociali Viviana Lantini che, da medico, ha partecipato all’open night: “Sì, c’è anche l’effetto green pass, ma ci sono anche persone che prima avevano problemi a farsi il vaccino. Oggi vacciniamo anche tanti stranieri ne senzatetto”. A poche centinaia di metri, in piazza Costituzione, circa duecento contrari al vaccino hanno dato vita all’ennesima manifestazione di protesta anche contro il green pass: “È già stato detto tutto, credo che siano persone che hanno dei loro motivi che francamente non capisco perché i dati scientifici sono incontrovertibili. Cambino idea, si vaccinino”. Giorgio Carboni, direttore sanitario Ats, conferma che pesa, sui numeri, l’effetto green pass obbligatorio: “Sicuramente. Siamo usciti dall’hub con questo evento in una piazza molto frequentata per recuperare anche le persone non vaccinate della fascia d’età che va dai quaranta ai 59 anni”.
E in fila, tanti ammettono di voler fare il vaccino per non incorrere in una sospensione dello stipendio. Roberto Mameli ha 50 anni e insegna all’istituto Scano: “Mi trovavo da queste parti e ho deciso di vaccinarmi. Sono un insegnante e lo faccio anche per il green pass, mi vaccino solo oggi perché prima non avevo avuto tempo”, spiega, facendo intendere che vuole anche proteggere i suoi alunni. Arrivano da Elmas e Assemini Andrea Uccheddu e la moglie Anna, 55 e 54 anni: “Ho atteso che lo rendessero un po’ obbligatorio, lavoravo in un albergo”, spiega lui. E lei, lavoratrice in una fabbrica, confessa: “Non volevo farlo perché non mi avevano informata abbastanza. Ora, però, l’ho dovuto fare perché se voglio continuare a mangiare devo lavorare”.