A Cagliari estorsioni, droga e contraffazione: ecco la mappa del crimine in città

I reati del capoluogo nel Piano Sicurezza: rapine nei negozi, sfruttamento della prostituzione, traffico e cessione di sostanze stupefacenti. Nel mirino anche l’immigrazione clandestina e lo sfruttamento dei venditori ambulanti

Di Ennio Neri

La mappa del crimine in città e nell’hinterland. Tutto nero su bianco nel Piano per la Sicurezza siglato da Regione, Comune e Prefettura. Un accordo finalizzato alla lotta alla microcriminalità in città.

Il documento fa il punto sui crimini commessi nel capoluogo, afflitto da reati tipici dei contesti delinquenziali di tipo urbano, come rapine nei negozi e ed estorsioni, sfruttamento della prostituzione, traffico e cessione di sostanze stupefacenti.

Focus anche sulla restante parte del territorio, specie l’area settentrionale dell’hinterland, che vede attività criminali legate alle attività agro-pastorali come abigeato e furti e poi danneggiamenti e reati contro la persona.

In più si sommano i fenomeni di immigrazione diretta dalle coste dell’Algeria verso le coste meridionali dell’Isola, nonché, in tutto il territorio, il fenomeno degli attentati agli amministratori locali.

Altro grande problema evidenziato in città è l’arrivo in città di persone senza fissa dimora, che spesso occupano abusivamente immobili. Nel mirino delle forze dell’ordine la significativa movida notturna, soprattutto nel centro storico, che provoca disagi per i cittadini residenti, considerata l’elevata rumorosità dei locali, troppo spesso posizionati all’aperto e al ridosso di abitazioni.

Resiste, anche in virtù della crescente presenza, soprattutto estiva, di turisti, una forte pressione da parte di ambulanti che mettono in vendita di merci contraffatte, che spesso sono il terminale di organizzazioni criminali più articolate che traggono profitto dallo sfruttamento dei venditori abusivi.


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