Cagliari, emergenza suicidi: “Più sorveglianza verso chi è debole”

Cagliari Online intervista l’assessore alle Politiche Sociali Luigi Minerba dopo i diversi suicidi avvenuti a Cagliari e hinterland: “Un fenomeno che stiamo monitorando con grande attenzione, servono interventi di riqualificazione dei quartieri più disagiati”

L’ultimo è stato Luca, 45 anni, di Is Mirrionis. Qualche giorno prima di lui un suo coetaneo di Capoterra aveva fatto la stessa scelta a Rio San Gerolamo. Poi c’era stato un 37enne di Cagliari, miracolosamente salvato nel suo volo dal Bastione da alcuni operai di passaggio. Meno fortunato, poco più di due settimane prima, lo sconosciuto 38enne che nella notte non aveva trovato nessuno a dissuaderlo dai suoi propositi: e  proprio là, nel cuore di Castello, aveva trovato la morte. E poi altri, troppi, tra l’inizio dell’anno e questi primi, caldi giorni di Giugno. Minimo comune denominatore nelle storie di chi voleva o è riuscito a farla finita,  la mancanza di un senso. « Eppure, in assenza di dati immediati alla mano , non parlerei di emergenza sociale o di “escalation di suicidi”, quanto di un disagio che deriva da situazioni personali da valutare caso per caso » commenta l’assessore alle Politiche Sociali Luigi Minerba. « Il fenomeno dei suicidi, tra i quali bisogna fare un distinguo tra tentati e riusciti, giovanili e non e così via, è comunque costantemente monitorato da parte nostra attraverso un lavoro di sorveglianza attiva nei confronti delle fasce più deboli,- specifica Minerba- laddove alcuni meccanismi possono favorire il compiersi di gesti estremi». 

E per il degrado delle periferie, il cui stato spesso alimenta la disperazione di chi già non ce la fa ? « Con la sigla dell’accordo con la Regione per la riqualificazione di  Is Mirrionis , Mulinu Becciu e Pirri potranno essere attuati interventi di grande valenza sociale. Nel frattempo il Comune da tempo interviene attraverso percorsi di integrazione come “Abitare Condiviso”, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale, e regolando la scuola e il tempo oltre la scuola di tanti ragazzi nelle periferie grazie agli educatori».


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