“All’ecocentro di Cagliari si entra solo con l’auto”, ipovedente impossibilitato a guidare mandato via

L’odissea di Giuseppe Liggi, ipovedente grave che non può condurre un’automobile: “Mi hanno negato il ritiro a domicilio e sono arrivato alla nuova isola ecologica di via San Paolo dopo una lunga camminata (non passa il bus) e carico di rifiuti. Ma sono stato respinto: «Qui si entra solo con la macchina», mi hanno detto. E questo discrimina tutte le persone come me”

Nell’ecocentro di via san Paolo si può entrare solo con l’auto. Ma Giuseppe Liggi non può guidare perché è ipovedente grave. Così dopo una lunghissima camminata a piedi (si trova in una zona non coperta dalle linee del Ctm) ha raggiunto il sito affaticato e carico di rifiuti. Ma è stato respinto.

L’episodio, accaduto stamattina, è stato raccontato dallo stesso protagonista che fino a qualche giorno fa si recava in via Pisano per conferire i  rifiuti. “Ieri pomeriggio scopro che, l’impianto è stato trasferito in via San Paolo”, racconta, “e, vista la nuova situazione, chiamo in soccorso il numero verde per il ritiro a domicilio. Purtroppo  mi informano che,  quel tipo di rifiuti, va  portato in un ecocentro. Faccio un controllo delle linee Ctm e già scopro che, il luogo, non è assolutamente raggiungibile coi bus. Mi carico sulle braccia l’ingombro e prendo comunque la linea 9. Scendo e, inizia la mia avventura. Scopro che  l’isola ecologica è situato molto ma molto distante dalla fermata.  Non demordo, chiedo indicazioni ai passanti. Cammino e cammino. Incontro un’auto con a bordo  due signori anziani che, guarda caso cercano lo stesso posto che cerco io. Disorientati dal lungo percorso e dal vedermi così affaticato sotto al sole, con l’ingombro portato in spalla, mi offrono gentilmente un passaggio”.

Il gruppo arriva a destinazione. Liggi ringrazia i suoi “angeli salvatori”, scende dall’auto, riprende i rifiuti e raggiunge l’ingresso dell’agognata isola ecologica. “Non faccio neanche in tempo a varcare il cancello che mi sento intimare di fermarmi perché non posso entrare”, aggiunge, “stremato per la lunga camminata e l’avventura per trovare questo posto, chiedo il motivo”.

Riposta? “Non è assolutamente  possibile entrare a piedi”, spiega, “secondo questi signori sarei dovuto arrivare esclusivamente in macchina. Ma c’è un piccolo problema: io non posso guidare. Ho cercato di spiegare la situazione anche per un eventuale visita al centro in futuro. Niente da fare. Affermavano che, non avendo fatto loro le regole, non potevano venirmi incontro in alcun modo. Insomma, dovevo arrangiarmi”.

Ma a Liggi, ostacolato dalla burocrazia, viene incontro la provvidenza. “Frustrato dalla loro poca delicatezza”, prosegue, “deluso da questa fantomatica regola discriminatoria verso me e verso la mia categoria, ritrovo i signori conosciuti poco prima”, prosegue, “signor Cicci e signora Luisa. Loro, vista l’incresciosa situazione, mi tendono nuovamente la mano invitandomi  a risalire in macchina. Solo in questo modo e grazie a loro, ho potuto finalmente accedere all’ecocentro, come tutti gli altri cittadini. Mi rivolgo quindi al nostro caro sindaco con una semplicissima domanda: è previsto che, chi, non potendo guidare a causa della sua disabilità, possa recarsi in autonomia presso l’isola ecologica più vicina alla propria residenza per conferire nella maniera più pulita e legale i suoi rifiuti? Dopo l’esperienza di questa mattina avrei molti dubbi in proposito. Spero che, col mio racconto si sia portata alla luce una situazione che come è capitata a me, potrebbe capitare a tantissime persone qui nella nostra, bella e pulita Cagliari”.

 


In questo articolo: