Cagliari, dramma per 30 operatrici call center: “Licenziate e a casa senza liquidazione”

Nessuno spiraglio per le decine di lavoratrici del Dynamicall di via Meucci: “Sbattute fuori dopo dieci anni, senza nemmeno gli euro che ci spettano. Ora come portiamo il pane a casa?”. GUARDATE il VIDEO

di Paolo Rapeanu

Arriva il “de profundis” per le ventinove lavoratrici del call center Dynamicall di via Meucci. Dopo la procedura di licenziamento, avviata a poche ore dalla Pasqua 2018, arriva la conferma – quasi – definitiva: per loro, “storiche” operatrici, non c’è più posto. L’azienda avrebbe assunto “fino a 40 nuove persone”, lasciando a casa chi già lavorava da anni. E regna la disperazione: con il sit in sotto la sede di Terna e della direzione territoriale del lavoro l’obbiettivo principale è stato quello di far valere le proprie ragioni, “siamo lavoratrici di Enel Energia, quindi è questa società che ci deve dare risposte”, con i sindacati che si appellano alla Regione e addirittura anche a Roma.

“È l’ennesimo caso di scippo di lavoro, in un settore senza regolamentazioni. Le varie aziende committenti non si assumono nessuna responsabilità sociale”, dice Antonello Marongiu, segretario Slc Cgil Cagliari, “Enel Energia ha affidato il proprio call center a un’altra società, che apre e chiude come vuole. Non sappiamo se la crisi sia vera o fittizia, sappiamo solo che c’è un forte sbilancio di fatturato. Ci sono trenta licenziamenti collettivi, la Regione e il Governo devono fare qualcosa per aiutarci”. Madri di famiglia, in molti casi, senza più uno stipendio e con figli piccoli da mantenere. Abbiamo raccolto le loro urla di dolore, le interviste si possono leggere nel corso delle prossime ore sul nostro sito preprod.castedduonline.localmente.it


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