Cagliari, “dopo 26 anni chiude il Brico a Pirri: diciannove lavoratori a casa”

Il famoso negozio di bricolage si prepara ad abbassare le serrande. L’allarme dei sindacati: “Nel nuovo centro commerciale non c’è spazio per loro, sarà un dramma per tante famiglie”

Il Brico Center di Pirri si prepara a chiudere. Il punto vendita, aperto nel 1994 dentro la Città Mercato di Pirri, “dal primo marzo non ci sarà più”. La notizia è stata data dai tre principali sindacati italiani (Cgil, Cisl e Uil) attraverso i loro rappresentanti Nella Milazzo, Giuseppe Atzori e Cristiano Ardau. “C’è stato un incontro con i rappresentanti dell’azienda, hanno confermato la volontà di chiudere. Ci sono diciannove lavoratori che, tra poco meno di due mesi, non avranno più un posto”. I sindacalisti hanno appena terminato un incontro, durato circa un’ora, con i rappresentati dell’azienda famosa per la vendita dei prodotti per bricolage e fai da te. E la fumata finale, stando alle parole dei tre, è stata nerissima: “Da parte dell’azienda Brico è emersa la netta volontà di chiudere il negozio dal primo marzo prossimo, licenziando diciannove persone. Il motivo, a detta loro, è che i profitti sono calati e, soprattutto, nel nuovo ipermercato non c’è più posto per loro. Chiederemo un incontro urgente alla Regione, ci sono decine di famiglie che si preparano a vivere un vero e proprio dramma”, dichiara Cristiano Ardau della UilTucs. La sua collega della Filcams Cgil, Nella Milazzo, è furiosa: “Siamo molto preoccupati vista la notizia formalizzata dall’impresa di chiusura del punto vendita Brico di Marconi, vanno a casa 19 lavoratori. Chiederemo un incontro alla Regione per trovare insieme soluzioni”.

 

Molto critico anche Giuseppe Atzori della Fisascat Cisl: “Ho chiesto che ogni lavoratore venga tutelato, ma la risposta di Brico è stata che, allo stato attuale, possono solo confermare la chiusura del primo marzo e non hanno ancora il mandato per sondare possibili soluzioni alternative per i dipendenti, come gli ammortizzatori sociali. Ci è stato anche detto che la Città Mercato ha proposto loro di andare in un altro spazio della nuova galleria, al primo piano, con meno metri quadri e un canone più alto. Mi unisco alle richieste dei colleghi di Cgil e Uil di chiedere un incontro più che urgente alla Regione”.


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