Cagliari, discoteche pronte ai pienoni dal primo aprile: “Ma il super green pass sarà ancora obbligatorio”

Capienza al 100%, basta una mascherina chirurgica quando non si balla. E all’ingresso, almeno per un altro mese, tutti con la certificazione verde in mano. Michele Ena: “Ormai ci siamo abituati che è naturale chiederla, speriamo sia la stagione della rinascita”. Federico Cordeddu: “C’è chi chiede se serve il green pass e, non avendolo, rinuncia a venire nel locale: ma ormai è una percentuale irrisoria, quasi tutti sono vaccinati o hanno avuto il Covid”

 Rimane il super green pass, almeno sino al trenta aprile, e l’obbligo della mascherina chirurgica quando non si balla. Per il resto, le discoteche sono pronte a riaprire, da venerdì prossimo, a tutto il loro pubblico. Capienza al cento per cento, nessun limite, ma sale vietate ai non vaccinati. Bisognerà avere la certificazione verde rafforzata (che si ottiene anche dopo essere guariti dal Covid) per bere drink e scatenarsi a suon di dance e reggaeton. Eccole, le nuove regole del Governo. E i titolari dei locali, a Cagliari, alzano gli occhi al cielo e ringraziano: la normalità, meglio, il ritorno alla normalità sembra essere davvero dietro l’angolo, dopo più di due anni tra “apri e chiudi”, ristori insufficienti e migliaia di euro gettati al vento. Michele Ena è il gestore dello Skin, in via Venturi: “Penso che la regola delle mascherine resterà per tutta l’estate. Il super green pass è l’ultimo dei problemi, ormai ce l’hanno tutti e capita raramente che qualcuno ne sia sprovvisto. All’ingresso abbiamo gli addetti che ‘sparano’ sul codice Qr e verificano tutte le certificazioni. Ormai ci siamo abituati, è normale chiederlo”, afferma Ena. “Spero solo che sia davvero la stagione della rinascita, che non ci siano più interruzioni: ogni discoteca crea un indotto che offre lavoro e sostentamento a tante persone”.
Federico Cordeddu è alla guida del Soho Club di via Newton: “È un nuovo inizio che dovrà portarci, pian piano, ad una normalità totale”, esordisce. “Quasi tutti i cittadini o hanno fatto il vaccino o si sono beccati il Covid”, e il green pass “è una cosa abbastanza normale, ormai, che è entrata nella mente. È capitato, più che qualcuno che cerca di entrare in discoteca senza la certificazione verde, qualcuno che chiede se sia obbligatorio e, essendone sprovvisto, rinuncia. Ma è un danno”, economicamente parlando, “irrisorio. Spero davvero che il prossimo step sia l’addio alle mascherine e al green pass, in modo da tornare alla situazione di due anni fa”. Quando, cioè, il Covid non era ancora entrato nelle vite di tutti, stravolgendole.