Cagliari, discoteca negata sulla Rotonda del Lido: il Comune pagherà 65 mila euro di risarcimento

Niente serate da ballo sulla terrazza esterna del noto stabilimento balneare del Poetto nel 2013. Un sì arrivato troppo tardi. I giudici del Tar condannano l’amministrazione comunale.

Prima il no, poi un sì che arriva troppo tardi. Il Comune dovrà risarcire (65 mila euro) il Lido per le serate da discoteca negate nel 2013. La vicenda parte il 17 maggio 2013 quando la società Il Lido che gestisce il noto stabilimento balneare del Poetto, aveva presentato al Comune una richiesta per la variazione dell’utilizzo della sala interna e della terrazza (la “Rotonda”) per poterle utilizzare come sale da ballo.
Arrivano i primi via libera, compreso quello del Servizio Cultura e Spettacolo che aveva imposto un orario di chiusura del locale diverso da quello indicato dall’interessata – alle 4 del mattino per la sala interna e alle 2 del mattino per la terrazza- a tutela della quiete pubblica.
Il 25 giugno la doccia fredda: il Servizio Edilizia Privata aveva modificato il proprio precedente parere e dice no: escludendo che la terrazza potesse essere utilizzata come sala da ballo e questo perché l’originaria destinazione fosse a “Belvedere” e che non fosse possibile modificarla in una diversa attività (“Discoteca”). Per giustificare il proprio precedente parere positivo il Servizio aveva osservato che in una delle tavole progettuali presenti negli atti la terrazza risultava indicata come “pertinenza” e che questo lo aveva erroneamente indotto a ritenere che, con la propria domanda, la società interessata intendesse destinare a discoteca soltanto la sola sala interna.
Da qui parte un braccio di ferro che si conclude positivamente per la società che contesta però di aver perso nel frattempo guadagni per la mancata attività di discoteca e chiede al Comune un risarcimento. Alla Fine i giudici del Tar stabiliscono che “ deve ribadirsi l’ingiustizia del danno patito da Il Lido S.r.l., la quale, come già si è ampiamente evidenziato nei precedenti provvedimenti giurisdizionali, aveva presentato una Duap – per l’esercizio di attività “Discoteca” nella sala interna e nella terrazza pertinenziale esterna dello stabilimento- che il Comune aveva accolto solo con notevole ritardo e dopo due distinte pronunce di questa Sezione”.

I giudici hanno imposto al Comune un risarcimento da 65 mila euro.


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