“Cagliari deve ripartire e saper convivere col Coronavirus, è solo uno dei tanti rischi della vita”

Il sindaco Paolo Truzzu in un primo maggio senza la festa di Sant’Efisio è netto: “Faremo in modo di riaprire il più possibile dopo due mesi, dobbiamo riprenderci le nostre vite con le dovute precauzioni”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Un primo maggio così, senza il Santo accanto, non se lo sarebbe mai imamginato Paolo Truzzu. Prima festa da sindaco, ma la festa non c’è a causa della pandemia del Coronavirus: “Nessuno se lo sarebbe mai immaginato, ma invito a vedere il bicchiere mezzo pieno. Oggi è comunque la sua festa e quella dei lavoratori. Domenica la statua del santo uscirà su un mezzo della Croce Rossa e proseguirà per Nora, dove sarà sciolto il voto e poi ritornerà nella chiesa di Sant’Efisio”. E, se per il tre maggio il consiglio è sempre lo stesso, “state a casa”, dal giorno dopo inizierà quella fase due che in molti attendono al pari dell’uscita, mancata, del santo: “Invito tutti alla responsabilità, stiamo facendo una grande scommessa, mi fido dei concittadini. Maggio è il mese della rigenerazione della natura e speriamo che la nostra comunità possa rigenerarsi”, afferma Truzzu.

 

“Ho detto che queste misure che abbiamo tenuto per due mesi ormai hanno fatto il loro lavoro, dobbiamo cercare di riprendere le nostre vite, aprendo il più possibile con le dovute precauzioni, sapendo che con questo virus dovremo convivere e che ci saranno dei rischi, ovviamente, ma nella nostra vita quotidiana abbiamo tanti altri rischi, si tratta di conviverci e di aspettare”.


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