Cagliari, desulese fermato con un arsenale in viale La Playa: armi, esplosivo e giubbotti antiproiettile

Fucili, pistole, esplosivo e anche due bombe a mano, tutto nella motrice del camion. Una mossa “azzardata” ha permesso ai carabinieri di trovare una “santabarbara”: in manette un 59enne autotrasportatore di Desulo, ecco chi è

Armi, tante armi, giubbotti antiproiettile ed esplosivo. Aveva un arsenale nascosto nella motrice del camion, Giovannino Littarru, classe 1961, di Desulo. A scoprire tutto, ieri, i carabinieri durante un servizio di controllo in viale La Playa a Cagliari. L’uomo ha cercato, con una manovra che si è rivelata azzardata, di evitare il posto di blocco. I militari, infatti, stavano controllando un’altra motrice. La mossa li ha insospettiti e, anche grazie al fiuto di uno dei cani dell’unità cinofila, è stata scoperta la “santabarbara”: dopo ore di verifiche sono saltati fuori cinque fucili, tre pitole, oltre 400 munizioni di vario calibro, due bombe a mano MK2, un panetto con mezzo chilo di tritolo, un altro mezzo chilo di esplosivo plastico, micce e detonatori, diversi giubbotti antiproiettile tutti sigillati dentro alcune buste, passamontagna, guanti, fascette di plastica e sottocaschi. Insomma, un vero e proprio arsenale, pericolosissimo. Littarru è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Uta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

“Si tratta, probabilmente, del più grosso sequestro di armi degli ultimi anni a Cagliari”, spiega il maggiore dei carabinieri Luca Vasaturo, “l’autotrasportatore, alla guida in uscita dalla città, ha dei precedenti legati a reati contro il patrimonio negli anni Ottanta. Adesso le indagini vanno avanti, bisogna capire sia la provenienza delle armi, alcune dell’Est Europa e della Russia, sia se sono state utilizzate per compiere qualche delitto”. Il comandante provinciale dei carabinieri, Cesario Totaro, osserva che “non è mai stato trovato un carico così nutrito, fa pensare che i destinatari avessero in mente delle attività ‘importanti’, non sappiamo dove. Le armi rinvenute sono capaci di un volume di fuoco abbastanza ampio. Ora sarà determinate il supporto tecnico dei Ris di Cagliari per ricostruire la ‘storia’ di queste armi”.