A Cagliari grande crisi anche nei centri commerciali: “Ormai tira solo il cibo”

I parcheggi e la varietà di scelta sembrano non bastare più a contrastare la fuga dei cagliaritani dai negozi. L’allarme di Confcommercio: “Scarpe e giacche provate dentro i camerini ma poi acquistate online, la gente utilizza la grande distribuzione solo per fare la spesa. Bisogna affacciarsi alla tecnologia”. E voi cosa ne pensate?

In città i commercianti si lamentano dei parcheggi che sarebbero insufficienti e della mancanza di movimento. Nei grossi centri commerciali, però, i sorrisi non abbondano. Tra le gallerie dei principali centri della grande distribuzione, infatti, nemmeno i saldi hanno fatto il “miracolo” di invertire una rotta negativa. Una larga fetta dei negozi che ruotano attorno al centro commerciale vero e proprio – reparto frutta e verdura, carne, pesce e bevande -. La colpa? Doppia: “Crisi generale e avanzata dell’online”. La conferma, mista a un sos, arriva dai vertici della Confcommercio: “C’è stata un’impennata iniziale nel periodo dei saldi, poi stop all’entusiasmo. La concorrenza del web è troppo forte, è ormai diventato il canale principale del commercio”, osserva il presidente regionale di Confcommercio, Alberto Bertolotti, “solo la classica spesa, quella legata al cibo, regge il lunghissimo periodo di crisi. Da una parte è un problema, dall’altra è una sfida. Stiamo formando, con corsi specifici, addetti alle vendite online, decine di ragazzi che stanno apprendendo l’arte del vendere sulla rete”.
E il direttore del settore del sud Sardegna della principale associazione di categoria dei commercianti, Giuseppe Scura, aggiunge elementi importanti che fotografano ancora meglio il periodo difficile di chi vende: “Impossibile dare una cifra esatta, i fallimenti ci sono ma vengono inseriti, nelle liste della Camera di Commercio, tra le chiusure generiche. I negozi che ancora resistono vengono usati come camerino di prova. Un paio di scarpe, pantaloni, giacche, vengono misurati lì ma poi l’acquisto avviene online. L’alimentare regge anche per il fenomeno di costume del mangiare fuori. Nelle gallerie dei grossi centri commerciali c’è un turnover di negozi”, osserva Scura, notando che “i commercianti delle vie dello shopping, anni addietro, avevano aperto altri punti vendita proprio dentro i centri commerciali per beneficiare dell’alto movimento di persone”. Oggi, però, il vento è cambiato: “Tanti sono tornati sui propri passi. L’online può essere comunque un alleato, alcuni esercizi commerciali utilizzano già il doppio canale di vendita. Tradizionale e internet”.