Cagliari, crepe e rotture nella nuova via Dante: “E affari crollati tra meno tavolini e più spazi alle bici”

Strada già pronta in più punti ma, tra tombini sopra le aiuole, cubi di marmo sbeccati e lastre rotte e traballanti non c’è di che sorridere. E si arrende anche il negozio Adalet di Fabrizio Corona. Carlo Trois: “Perdo alcuni tavoli, davanti a me non c’è più spazio per tutti. E la pista ciclabile era meglio tenerla sotto il marciapiede”. Sergio Murgia: “Clienti spariti, faccio prima a restare chiuso sino a quando no finiranno gli interventi ma, anche dopo, sarò tutto più difficile”. VIDEO INERVISTE


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Marmi rotti, cubi sbeccati in più punti o anche spostati quasi in mezzo alla strada, evitando però di farsi scoprire. E quasi tutte le mega aiuole ricettacolo di rifiuti e, spesso, topi. La nuova via Dante della Giunta Truzzu non brilla per pulizia e perfezione, anzi: in più di un punto i marmi sono sbeccati o anche, direttamente, frantumati. Nuovi negozi chiusi, nel frattempo. Proprio in parallelo ai lavori, tra gli altri, si è arreso anche Adalet, il negozio delle magliette voluto fortemente da Fabrizio Corona a Cagliari. E tra i negozianti ancora operativi regna, inutile dirlo, il malumore. Lo dice chiaramente Carlo Trois, storico gelataio da oltre mezzo secolo in attività: “La strada esteticamente è ben sistemata, ma non ci sono spazi davanti alle attività come la mia che hanno i tavolini. Non ci sono spazi adeguati, già ne avevo pochi, da concessione solo cinque, ora non so quanti me ne daranno”, osserva. “Chiaramente non posso metterli sulla ciclabile, bastava un minimo di attenzione. Anche altri bar hanno le aiuole piazzate di fronte, sarebbe stata una strada più bella. Vogliamo fare Cagliari città turistica? Facciamola”, ma non come è stata fatta via Dante. “Non c’è stata attenzione alle attività preesistenti, ci sono punti di via Dante con spazi enormi davanti a portoni o negozi non food, invece hanno ridotto proprio i nostri. Disattenzione o cos’altro? Non lo so”. Ma il danno è fatto. E nelle vie parallele gli spazi per le auto sono ristretti: “Dicono che sia Bruxelles a volere slarghi enormi accanto ai marciapiedi, ma nessuno sa davvero perchè si siano ristrette così le carreggiate”.
Sergio Murgia ha il cantiere davanti agli occhi: “Così non si lavora, gli operai sono rapidi ma le difficoltà ci sono. Davanti al mio negozio di ortofrutta spero durino solo un’altra settimana, perchè per essere così è meglio tenere chiuso”, sostiene. E, ovviamente, la pista ciclabile passerà anche sotto al suo naso: “E chi fa mescita dove mette i tavolini? È un controsenso, intanto per me gli affari sono calati del cinquanta per cento. Non ho ancora girato per vedere la nuova via Dante, spero solo che col tempo funzioni”.


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