Comune di Cagliari, niente contributi e spazi pubblici ai “non antifascisti”

Una proposta di mozione arriva al Comune dopo le polemiche su Casa Pound all’Exma. Impegnati anche i vigili nel contrasto alla diffusione di messaggi di odio. L’obiettivo è dichiarare “Cagliari città antifascista”

Niente contributi pubblici o concessioni di spazi e luoghi a pubblici a tutte le associazioni che non si dichiarano “antifasciste”. E poi maggior impegno della polizia municipale nel contrasto alla diffusione di messaggi inneggianti alla discriminazione e all’odio. Le prevede una proposta di mozione (primo firmatario il consigliere comunale Pd Davide Carta e siglato da tutti i consiglieri di centrosinistra in aula Pd, Progressisti sardi e Pds) che mira a dichiarare formalmente “Cagliari città antifascista”.

Un documento che arriva puntuale dopo il tira e molla (e le polemiche) sull’assegnazione di una sala dell’Exma per la presentazione dei candidati di Casa Pound.

La base di partenza sono la disposizione transitoria XII finale della Costituzione che vieta la ricostituzione del partito fascista la legge Scelba che proibisce i richiamai all’ideologia nazi-fascista e la legge Mancino del 1993 che punisce le discriminazioni ,  odio o violenza per motivi razziali, entici, nazionali o religiosi.

Tra le proposte “prevedere nei moduli di richiesta di utilizzo di spazi pubblici una dichiarazione esplicita di riconoscimento nei valori antifascisti espressi dalla Costituzione”, istituire “meccanismi di intervento impeditivo per quanto riguarda l’assegnazione di contributi, patrocini o altre forme di supporto e sostegno ad associazioni che, pur, avendo sottoscritto la suddetta dichiarazione, presentino richiami all’ideologia fascista alla sua simbologia, alla discriminazione etnica, religiosa, linguistica o sessuale, verificati a livello statutario o all’attività pregressa” e per la concessione e fruizione degli spazi e del suolo pubblico.

Sì anche a maggior vigilanza alla polizia locale nel contrasto alla diffusione di messaggi inneggianti alla discriminazione e all’odio e alla violenza per motivi sessuali, linguistici, entici e religiosi. Sì anche all’istituzione di percorsi scolastici negli istituti comunali e della città metropolitana per la partecipazione a progetti culturali che alimentino una crescita consapevole del pericolo delle nuove forme di fascismo e discriminazione.

La proposta di mozione sarà discussa domani in consiglio comunale.