Cagliari, continua la “follia” dei furti di mastelli: i ladri non vanno in vacanza

Lasciati fuori dai portoni dei palazzi e “volatilizzati” nel giro di una notte. In città i mastelli continuano a scomparire, e la maggior parte dei cagliaritani è costretta ad andare a chiederne uno nuovo alla De Vizia: “È assurdo, c’è il codice personale che li rende inutilizzabili”

Il gesto di qualche “annoiato” che non sa come occupare le notti d’estate? Il “semplice” gusto di rubare qualcosa? O cercare di avere il mastello evitando di pagare la Tari? Impossibile sapere quale sia la ragione che ha spinto, anche negli ultimi mesi, più di una persona a rubare i mastelli del porta a porta a Cagliari. Le segnalazioni, sui social, ci sono, quelle più recenti sono di fine luglio. Ma non tutti si affidano a Facebook per lamentare il furto del bidoncino dell’umido, del cartone, del vetro o della plastica. Che – doveroso ricordarlo – sono perfettamente inutilizzabili nel momento in cui la vittima del furto segnala tutto alla De Vizia in viale Ciusa. Lì, anche a luglio e agosto, più di un cagliaritano è andato a denunciare la “scomparsa” del mastello. Difficile – anche se non impossibile – pensare a un vicino di casa sbadato che ha riportato nell’abitazione un altro contenitore. Tant’è: anche nelle ultime settimane si è dovuto provvedere alla registrazione di nuovi mastelli, in sostituzione di quelli spariti. E, quando non vengono rubati, c’è anche una nuova “moda”: gettare i propri rifiuti dentro i bidoncini di altri. Una modalità riscontrata sicuramente nel rione centrale di San Benedetto, soprattutto per quanto riguarda il puzzolentissimo umido.

 

Per avere una conferma dei furti di mastelli, oltre ad andare nel centro De Vizia di viale Ciusa – meta ogni giorno di decine di cagliaritani – è sufficiente fare una chiamata, a titolo puramente informativo, al numero verde: “Sì, qualche caso di furto di mastelli capita ancora”, spiega una gentile signorina dall’altro capo del telefono. La procedura è sempre la stessa: se non c’è la sicurezza che si tratti di un “cambio di bidoncino” da parte di un vicino di casa sbadato, gli operatori “ne forniscono un altro. Il codice del vecchio mastello, rubato, viene disabilitato”, e arriva una numerazione tutta nuova per il bidoncino nuovo di zecca. Anche dal Comune arriva la conferma, ulteriore, delle segnalazioni di mastelli rubati. Alla fine, la domanda però è principalmente una: ha senso rubare un mastello che poi, senza il codice più attivo, diventa praticamente inutilizzabile?


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