Cagliari, consuma acqua per 3400 euro: “Contatore guasto”. Il giudice: “Scusa assurda”

Maxi bolletta per l’acqua consumata in un anno: “È colpa del contatore, non pago nulla a Abbanoa”. Questa la motivazione data da un cagliaritano, ma arriva il pollice verso del giudice. Lo scorso mese un caso simile, con un’altra vittoria “giudiziaria” per la società idrica sarda

Consuma una vagonata di acqua, arriva una maxi bolletta da 3400 euro, e pensa di farla franca puntando tutto sul “contatore guasto”. Questo, in sintesi, il maldestro tentativo messo in piedi da un cagliaritano per non pagare Abbanoa. Ma la società idrica “ha dimostrato la correttezza delle letture che mettevano in evidenza come per un determinato periodo contestato ci fosse stato un aumento dei consumi poi rientrato successivamente. Il contatore, quindi, non poteva che essere funzionante”. A deciderlo è stato il giudice di pace. Se la teoria del cliente fosse vera “si giungerebbe all’assurdo di ammetterne un’autoriparazione”. Così, a sentenza emessa, al cittadino non rimane altro da fare che pagare.

Quanto addebitato da Abbanoa “è risultato corretto. Non resta in definitiva alla luce delle ragioni esposte”, conferma il giudice nella sentenza, “che dichiarar l’infondatezza della proposta opposizione, ciò che ne impone il conseguente rigetto e l’altrettanto conseguente conferma della ingiunzione di pagamento in discussione”. Abbanoa è infatti legittimata ad emettere ingiunzioni di pagamento e a procedere alla riscossione coattiva mediante ruolo – come già fanno diverse società anche del servizio idrico – avendo ottenuto la prevista autorizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze.


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