Cagliari, in bilico fino all’ultimo: il concerto di Vasco Rossi ha rischiato di saltare

Braccio di ferro tra gli organizzatori dell’evento e la Regione per i costi dello spazio di viale Diaz. E tre giorni prima dello spettacolo la minaccia di far saltare tutto. Ecco la lettera di Live Nation all’assessore regionale al Turismo Chessa. Duro attacco alla Fiera. Frecciate anche all’ex assessore comunale Frau

Il concerto di Vasco Rossi? Ha rischiato di saltare. Tutto nelle carte diffuse da Sardegna Concerti che riapre la polemica aperta qualche giorno fa sullo spettacolo di “Blasco” alla Fiera. Era il 15 giugno scorso, con il concerto alle porte, quando Antonella Lodi di Live Nation Italia (organizzatore del concerto di Vasco Rossi) scrive all’assessore regionale al Turismo Gianni Chessa, ricordandogli le due condizioni poste dalla casa di produzione per organizzare l’evento: la disponibilità di uno spazio concerti capace di accogliere 30 mila persone e la copertura dei costi relativa a location e servizi. La prima richiesta è andata a buon fine, la seconda invece, stando al documento, no. Eppure, come si legge nella missiva, le due condizioni richieste costituivano la condizione essenziale “per confermare i concerti, è persino superfluo sottolineare che se anche solo una di queste dovesse venir meno, la nostra società ne trarrebbe le dovute conseguenze, in primis con un‘adeguata comunicazione agli organi di stampa e conseguente coinvolgimento dell’opinione pubblica”.

Il concerto si è regolarmente tenuto. Ma la polemica è esplosa qualche giorno dopo l’evento. Oggi Sardegna Concerti di Massimo Palmas riprende l’argomento e attacca duramente la Fiera e lancia una frecciata al veleno anche all’ex assessore comunale alla Cultura Paolo Frau.

“Nel porgere le nostre scuse a Live Nation”, scrive Sardegna Concerti, “per avere indebitamente riportato, attribuendola ai suoi massimi dirigenti, la frase “mai più in Sardegna”, confermiamo punto per punto tutte le criticità denunciate nella lettera-appello al Sindaco, ivi compresa la frase incriminata, che a questo punto facciamo nostra, come facile profezia di quello che accadrà qualora non si dovessero affrontare i problemi denunciati.

Da tale profezia sono ovviamente esclusi gli eventi programmati da tempo e per i quali sono stati già venduti migliaia di biglietti, come quello di Tiziano Ferro nel 2020. Perché è ovvio che un’organizzazione importante come la Live Nation manterrà in ogni caso gli impegni assunti con l’artista e con il suo pubblico. Quanto al resto, facciamo parlare i documenti.

Assessore del Turismo Gianni Chessa. “Dalle dichiarazioni riportate nell’articolo su L’Unione Sarda di venerdì 28 giugno, si evince che l’Assessore Chessa non smentisce, anzi conferma, che la Regione ha stanziato circa 200 mila euro a favore della Fiera per la promozione di una serie di eventi tra cui Vasco Rossi. L’Assessore dice dunque la verità, rispondendo, seppure in via informale, alla lettera inviatagli via mail da Live Nation il 15 giugno 2019, indirizzata anche a Sardegna Concerti, nella quale si chiedevano chiarimenti sui 40 mila euro destinati per la promozione delle attività dell’Assessorato del Turismo durante i concerti di Vasco Rossi”.

Presidente della Fiera Molinari. “A non dire la verità è invece il presidente della Fiera, che continua “seccamente” a smentire l’evidenza, e nega l’esistenza di un accordo siglato tra Assessorato del Turismo e Fiera per la promozione nell’ambito dei grandi eventi programmati in quella sede.

Forse ignaro del fatto che per promuovere qualunque cosa nell’ambito di un evento artistico occorre l’esplicita autorizzazione del produttore, in questo caso di Live Nation (che non risulta avere autorizzato nulla al riguardo), il Presidente Molinari continua a mantenere un atteggiamento di incredibile tracotanza, che fa il paio con le molteplici scorrettezze subite da Sardegna Concerti nel corso di questa vicenda, non ultimo il ridicolo tentativo di far credere di non aver mai intrattenuto rapporti con essa riguardo all’evento, come dichiarato ieri alla stampa.

Lasciando ai documenti, che alleghiamo, il compito di smentire questa fandonia, vogliamo invece denunciare il fatto che Sardegna Concerti, dopo aver richiesto e ottenuto la disponibilità della Fiera, con tanto di preventivo delle spese (documento ricevuto il 14-09-2018), fin dalla fine di agosto 2018, ha dovuto registrare una palese riottosità da parte del presidente della fiera a condurre con essa qualunque trattativa, al punto di dover rinunciare, per non pregiudicare l’esito dell’evento, ad uno dei principali compiti del promoter locale, per di più titolare dei permessi amministrativi per i concerti di Vasco, quello di tenere i rapporti con la venue. Un atto di delegittimazione della nostra impresa di spettacolo, tanto più grave e censurabile in quanto perpetrato dal responsabile di un ente di diritto pubblico che avrebbe il compito di tutelare le imprese”.

L’ex Assessore alla Cultura Paolo Frau. “L’assessore sostiene che del regolamento approvato dal Commissario il 12 giugno 2019 non hanno mai visto neanche una bozza, non abbiamo dubbi che dica il vero. Ma questo è, se vogliamo, ancora più grave, perché conferma il fatto che su questa materia la Giunta Comunale non solo non coordinava alcunché, ma neppure governava. Dato che non è assolutamente plausibile che un regolamento che nasce da obblighi derivanti da una legge del 2017, non sia stato oggetto di lavori da parte degli uffici comunali”.

Servizio 118. “Prendiamo atto della dichiarazione del responsabile del 118. Le ambulanze richieste non erano 13 ma 12 di cui 3 medicalizzate. Più una che è stata costantemente a presidio dei ragazzi accampati all’ingresso fin da 4 giorni prima dell’evento. E’ vero, il numero delle ambulanze lo impongono delle tabelle approvate dopo i fatti di Torino, in una conferenza Stato-Regioni. Quella sarda presenta dei parametri doppi rispetto alle altre regioni, senza alcuna ragione plausibile che non sia il nostro sconfinato autolesionismo. Per questo 6 ambulanze a San Siro e 12 a Cagliari. Ma neppure l’originalissima normativa sarda richiedeva l’obbligo di un Presidio Medico Avanzato (un piccolo reparto ospedaliero con 10 posti letto dentro un padiglione della fiera) come invece richiesto dal 118”.

 


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