Cagliari, commercio in chiaroscuro: cresce il turismo ed è “boom” stranieri

Sono 444 le nuove imprese iscritte, nel 2017, alla Camera di Commercio. Tra i settori in crisi artigianato e costruzioni, rialzo del 6,8% di nuovi imprenditori stranieri. Meno fallimenti (“solo” 171). I posti di lavoro? Ci sono soprattutto per chi scommette sui turisti e servizi alle imprese. LEGGETE tutti i dati

Più imprese registrate rispetto al 2016 (444, rialzo dello 0,6%) grazie a due settori: turismo e servizi alle imprese. Tradotto: scommettere sui vacanzieri, anche a Cagliari, sembra pagare. Discorso diverso, invece, per chi è alle prese con mattoni e cemento: il settore delle costruzioni vede un calo di lavoratori del tre per cento. Con 39 fallimenti negli ultimi dodici mesi. Scartabellando i dati della Camera di Commercio di Cagliari, emerge che “sono oltre 70mila le imprese registrate nel 2017, per la precisione 70026, di cui 58446 attive (l’83,5%). Il commercio continua a detenere il maggior numero di attività
(oltre 19mila unità, il 30,3% del totale), seguito dall’agricoltura (17,7%) e dall’edilizia (13,5%)”, spiega Maurizio De Pascale, presidente della Camera di Commercio di Cagliari. “Decisamente positivo il dato delle società di capitali
(+4,2%), dovuto al significativo aumento anche nel 2017 delle Srl “semplificate”.

I dati sui fallimenti mostrano 171 casi in meno. In quasi un caso su quattro un’impresa sarda è gestita da una donna, gli under 35 hanno una fetta di mercato ancora bassa (9%) e guadagnano terreno gli stranieri: +6,8% rispetto al 2016, un rialzo decisamente importante. Nel “Cruscotto degli indicatori statistici 2017”, per quanto riguarda il tasso di crescita, si notano anche i numeri felici di realtà quali turismo e servizi alle imprese, ma anche segni negativi come agricoltura, manifattura, costruzioni e assicurazioni e credito. Con oltre 36mila lavoratori è il commercio a fare la parte del leone, seguito dai servizi alle imprese e, seppur in calo, dalle attività manifatturiere. Numeri in chiaroscuro, quindi. Maurizio De Pascale spiega che “ci sono luci e ombre, ma anche un po’ di ottimismo. Sono momenti nei quali il realismo deve guidare tutti noi, ne siamo consci come le associazioni. Chiediamo al mondo della politica di fare altrettanto”.