Primarie a Cagliari, Comandini ci pensa: “Fase delicata. Si vedrà”

Il consigliere regionale Pd, il più votato in città alle ultime regionali, non esclude la propria candidatura alle primarie del centrosinistra per la nuova sfida per palazzo Bacaredda. “Per ora sono consigliere regionale. Decisive le prossime settimane”

“Io in campo per le primarie a Cagliari? La fase è molto delicata. Si vedrà”. Piero Comandini con 1885 voti è il consigliere regionale più votato in città. E’ stato consigliere comunale del capoluogo ed ex assessore provinciale alle Attività produttive. E ora il suo nome circola per la successione al sindaco Massimo Zedda che si sta dimettendo in queste ore. Il voto sarà tra maggio e giugno. Possibile il ricorso alle primarie nel centrosinistra.

Per Comandini il vasto consenso conquistato a Cagliari il 24 febbraio è “una doppia felicità perché anche il Pd in città ha tenuto bene ed è il primo partito. La vivo con entusiasmo e senso di responsabilità e di aspettativa per un futuro in cui non solo Piero Comandini ma anche il Pd e il centrosinistra possano continuare a crescere”.

Avete avuto modo di commentare il voto? Perché questo distacco?

L’analisi del voto non l’abbiamo ancora fatta perché stiamo aspettiamo le cifre esatte. Lo faremo nelle sedi di partito e sarà un’analisi seria e compiuta. Le regioni sono diverse e non tutte ascrivbiili solo a un episodio. C’è anche il voto nazionale di mezzo. E poi c’è un stato un giudizio ingiusto sulla giunta regionale uscente.

Si riferisce al malcontento per la giunta Pigliaru? E all’impopolarità della riforma della rete ospedaliera?

Il malcontento nei confronti della giunta ha giocato un ruolo importante. Ma è un giudizio ingiusto. Penso a  Iscol@ o alla riforma del mondo del lavoro, con l’istituzione di Aspal. Son state fatte tante cose positive, ma non siamo riuscite a farle capire bene ai sardi. Ma cose buone ne son state fatte tante. Ma la sinistra ha difficoltà a comunicarle.

L’affermazione della Lega la preoccupa?

Preoccuparmi? No. Per quanto Salvini sia stato una settimana intera in Sardegna, per quanto abbia detto sul latte,  la Lega si è dimostrato un partito che non  ha sfondato doveva arrivare a certe cifre secondo gli analisti e invece è arrivato dietro al partito democratico.

La sinistra sarda deve ripartire da Zedda?

Deve ripartire da un progetto politico alternativo al centrodestra.  Dobbiamo costruire prima di tutto un campo aperto con un progetto credibile che superi le difficoltà in questi anni e recuperi uno spazio che ci appartiene. Uno spazio di valori e di identità e non di populismo e false promesse.

Zedda fa bene a dimettersi?

Le dimissioni sono un fatto personale. Avrà valutato quale è la soluzione migliore. Ma non esprimo un giudizio su un fatto personale.

Il centrosinistra sceglierà il candidato per Cagliari con le primarie?

Primarie? Io credo che la scelta vincente per la sinistra sia sempre stata quella delle primarie. Se c’è la possibilità le primarie sono la strada maestra.

Comandini è in campo?

Non mi sento in campo finché non parlo con le altre persone. Io sono stato eletto come consigliere regionale e questo è il ruolo principale che devo svolgere. Poi si vedrà nel corso di queste settimane. È ancora prematuro, questa fase è troppo delicata.


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