Cagliari città morta per i giovani: ballano al Poetto contro i divieti

La dance sfrenata e improvvisata di ieri al Cavalluccio Marino in una Cagliari che non ha neppure un punto di ritrovo per i giovani. L’ex pr Luciano Auriemma: “Con Zedda, questa città per i ragazzi è morta”. IL VIDEO di ieri notte

Domanda: non è abbastanza strano che Cagliari d’estate non abbia uno spettacolo la notte, neanche nel weekend, e soprattutto non abbia alcun punto di ritrovo per i giovani? Che alla fine si organizzano da soli, portano uno stereo a palla con J Ax al Cavalluccio Marino, e va in scena una dance sfrenata di decine di ragazzi nella notte al Poetto. La movida senza riferimenti, nel dribbling delle ordinanze fatte per gli anziani? Basta, facciamo da soli. Come a dire: “Il nostro Poetto non deve  morire”.

Luciano Auriemma, pizzaiolo di Selargius (The Big Apple), ex pr molto conosciuto anche a Cagliari, spiega: “Non è giusto che Cagliari sia una città morta e che i giovani debbano emigrare in massa a Quartu. Quella di ieri notte è stata come una manifestazione spontanea e civile, di protesta. Mi spiego: ormai siamo noi giovani ad averlo capito, sino a quando il sindaco sarà Massimo Zedda, questa città per i giovani sarà morta. Uccidendo il popolo della notte, mandandoci a nanna senza musica a mezzanotte, si rinuncia a creare anche posti di lavoro per i ragazzi”. Che ieri sera non si sono persi d’animo e hanno dato vita alla “festa” organizzata. Auriemma aggiunge: “Molte famiglie vogliono uscire anche soltanto per divertirsi. Mi ha fatto davvero sorridere, ieri notte, vedere i miei figli ballare e divertirsi al Cavalluccio. Non conta il posto, ma la voglia di sorridere. E a Cagliari, come in tutte le moderne città europee, si potrebbe fare  musica dappertutto”.  

Ma certamente se non fosse per l’attività di pub e birrerie, gelaterie e pizzerie, Cagliari d’estate sarebbe una città fantasma. Sembra che si debba uscire soltanto per mangiare, non per divertirsi. Tendenza confermata anche d’inverno con la chiusura, uno dopo l’altro, di molti pub storici della vita notturna cagliaritana. Invece a Pula, tanto per fare un esempio, c’è un concerto ogni sera, le piazze sono piene, i negozi aperti sino alle 24. Si dirà, ma Pula è una città turistica. Cagliari no, non è una città per giovani nè per turisti. Condannati al torpore.  Con le ordinanze che vietano di suonare dalle 24, vietano di bere birre in bottiglia dalle 24. Forse il prossimo simbolo di Sel, alle prossime elezioni, sarà la scarpetta di Cenerentola. La sinistra delle proibizioni. 


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