Cagliari, città di transenne e di costoni che cadono a pezzi

Cagliari è una strana città dove una croce come quella installata nella zona militare di Sant’Elia viene notata, ma le transenne fanno come parte del paesaggio, dell’arredo urbano

di Marcello Polastri

Il sit-in organizzato ieri dal consigliere comunale Raffaele Onnis ha colto nel segno perché con una delegazione di residenti delle vie Raffa Garzia, Vidal e Is Guadazzonis, ha ricordato – all’incrocio tra le vie Dexart e Solmi – che proprio in quell’angolo di città, un costone roccioso frana da tempo. Non solo: attorno a quel costone sono state posizionate delle barriere metalliche provvisorie ma ancora presenti, da oltre un anno. E poi, ad ogni pioggia, la roccia franata da via Solmi si sgretola ulteriormente sia sporcando la strada e soprattutto intasando i tombini fognari della zona. 

Servirà a qualcosa sensibilizzare l’amministrazione civica per i pericoli legati alla circolazione stradale della zona? 

Staremo a vedere perché, oltre al rischio smottamenti a Monte Urpinu, transennato appunto da  oltre una dozzina di mesi, altre TRANSENNE sorgono – da tempo immemore – a Calamosca. Ai piedi del colle Sant’Elia infatti, nella zona interdetta ai bagnanti, sono presenti almeno 30 transenne. 

Ma spariranno prima dell’estate? Difficile perché il terreno ai piedi del Faro continua a franare, anche sulle transenne, posizionate a decine. 

Cagliari è una strana città dove una croce come quella installata nella zona militare di Sant’Elia viene notata, ma le transenne fanno come parte del paesaggio, dell’arredo urbano. 

Infatti altre transenne sorgono in via Vittorio Veneto, sempre in un costone roccioso che perde pezzi di calcare. Cadono massi anche davanti alla cavità sotterranea chiamata erroneamente “delle cinque colonne”, chiusa al pubblico da tempo per via della caduta massi dalla soprastante parete rocciosa. Cagliari è una città gravata da dissesto idrogeologico, fatto risaputo, da affrontare una volta per tutte. E – ipotizziamo – non solo con il posizionamento di transenne “perenni”. Come dire: transenne si, interventi no… a quanto pare. Come è stato detto oggi durante il sit-in a Monte Urpinu. Il resto è routine: pedoni costretti a transitare nei corridoi di transenne, in mezzo alla strada, in via Dexart come altrove. Una curiosità: ma qualcuno pagherà l’affitto o si farà carico dell’acquisto di tutte queste transenne? E, se così fosse, costeranno parecchio? 


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