Cagliari, chiude il ristorante panoramico sul colle di San Michele: “Colpa del Comune”

Dopo quattro anni il Comune non rinnova la concessione ai gestori dello Skyline, da marzo gli unici “clienti” sono stati i ladri. La rabbia dei proprietari: “Tantissimi soldi buttati al vento, non ci è stata rinnovata la concessione per il verde pubblico collegata, in automatico, alla gestione del ristorante-pizzeria. Abbiamo accumulato solo perdite e siamo costretti a pagare i cinque lavoratori già assunti per una stagione che non partirà mai. Speriamo che l’amministrazione comunale ci renda i 70mila euro delle ristrutturazioni”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

La riapertura nel 2015, la (nuova) chiusura il primo marzo scorso. Non c’è pace in cima al colle di San Michele e, per la seconda volta in meno di dieci anni – la prima nel 2010, ma la gestione era di un’altra società – il ristorante-pizzeria panoramico chiude i battenti. I tanti frequentatori del parco, già da qualche settimana, avevano notato le porte e le finestre chiuse. A spiegare cosa è successo è Alessandro Balloi, 52 anni, responsabile del personale di tutti i cantieri della cooperativa Santo Stefano: “Il primo marzo scorso la convenzione è scaduta e gli uffici del Verde pubblico non ce l’hanno rinnovata senza darci, almeno sinora, nessuna spiegazione”, afferma Alessandro Balloi, 52 anni, responsabile del personale di tutti i cantieri della cooperativa Santo Stefano: “Non ci è stato rinnovato l’accordo per la cura del verde pubblico al quale è collegato la gestione della struttura. Sapevamo sin dall’inizio che il rinnovo era annuale, ma per un’attività legata alla ristorazione la procedura dev’essere diversa, con un permesso lungo almeno sei anni. Lo scorso novembre abbiamo chiesto il rinnovo, ci era stato detto di stare tranquilli. Poi però è anche cambiato il dirigente, e ci è solo arrivata la lettera di avviso di fine della convenzione. Abbiamo anche smontato la tettoia esterna, amovibile, ritenuta abusiva. Noi la utilizzavamo per far accomodare fuori i clienti, sia per il panorama, unico in città, sia perché dentro il ristorante c’è spazio solo per venti posti”, spiega Balloi.

 

“Per anni abbiamo pagato oltre tremila euro al mese di affitto, dando lavoro a una decina di persone. Le cinque attuali, prese per fare tutta la stagione, dovremo pagarle comunque anche se non potremo lavorare. Per noi è una grossa perdita, abbiamo svolto lavori di ristrutturazione per almeno settantamila euro, soldi che il Comune speriamo ci restituisca”, dice Balloi. “Pensare che il nostro locale era stato selezionato pure da Alessandro Borghese, qui in tanti volevano festeggiare il matrimonio”. Ora, invece, regna solo il degrado: “E i ladri, negli ultimi due mesi qualcuno è entrato, di notte, rubando bibite e liquori e danneggiando parte del caseggiato. Abbiamo creduto in questo progetto e in questo luogo, e invece sono arrivate solo perdite. Abbiamo speso un mucchio di soldi, ma è difficile fare l’imprenditore con queste condizioni”.