Cagliari, centinaia di bimbi senza cure e aiuti: “L’unico ambulatorio fisiatrico sardo è al collasso”

Carrozzine o scarpe speciali per non restare totalmente paralizzati ma, anche, cure salvavita. Tutto negato da mesi al centro di via Romagna, genitori in trincea: “Visite rinviate e l’unica soluzione sarebbe quella di prendere l’aereo e andare a curarsi in Italia”. E c’è spazio per una beffa: “Il direttore generale Marcello Tidore ci ha detto che due fisiatre hanno vinto un concorso e sono andate a lavorare altrove, lasciandoci scoperti”. IL VIDEO

Bambini senza visite e cure a Cagliari, nell’unico ambulatorio fisiatrico pediatrico dell’età evolutiva di tutta l’Isola le attese sono infinite: un tutore per le gambe di un bambino disabile, la tossina botulinica da iniettare nel corpo di un bimbo spastico, una carrozzina o un paio di scarpe speciali per la postura. Impossibile ottenere in tempi rapidi e soprattutto utili questi presìdi medici, nel caso della tossina si tratta addirittura di una cura salvavita. Un dramma che colpisce centinaia di famiglie sarde, che oggi hanno protestato davanti al padiglione H della Cittadella della salute di via Romagna a Cagliari. Si sono già coalizzati e, con l’aiuto dell’avvocatessa Cecilia Savona, un mese fa hanno scritto una lettera a Christian Solinas e ai vertici dell’Ares Sardegna: “L’unico ambulatorio è al collasso estremo. Il bacino di utenti è vastissimo, si parla di bimbi con patologie gravi e malattie rare”, spiega una delle mamme, Valentina Barca. “Le visite e i controlli sono bloccati, i nostri piccoli rischiano di veder peggiorare la loro condizione fisica: Si tratta anche di ottenere farmaci salvavita, la tossina botulinica consente di ridurre la contrattura dei muscoli e di continuare le terapie quotidiane, che svolgiamo o nei centri convenzionati come l’Aias o da privati”. E la beffa è già servita: “Abbiamo parlato con il direttore generale dell’Asl Marcello Tidore. Le due fisiatre che hanno formato nell’ambulatorio hanno vinto un concorso e sono andate a lavorare in altre Asl, lasciandoci scoperti”.
“Centinaia di bimbi hanno bisogno di visite periodiche, anche ogni due mesi”, continua la Barca, supportata da tante altre mamme e papà. “Mio figlio ha dei problemi di salute ed è seguito, sin dalla nascita, qui a Cagliari. Oggi ha cinque anni e anche lui è stato abbandonato da mesi. E la cosa più grave è che la Regione ci ha detto che le visite fuori regione sono autorizzate, quindi paradossalmente preferiscono che portiamo i nostri figli fuori anzichè poterli curare nella nostra terra. La situazione è al collasso ed è tragica, continueremo a combattere senza sosta sino a quando il servizio di fisiatria pediatrica, l’unico in tutta l’Isola, non verrà totalmente ripristinato”.


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