Cagliari Capitale della Cultura, musica e teatro dal centro al Poetto

Eventi dai giardini di Is Mirrionis al lungomare di Sant’Elia e del Poetto, passando per i balconi del centro storico fino ai mercati, teatri e scuole cittadine

Quaranta associazioni insieme al Comune di Cagliari per il programma autunnale di Capitale italiana della cultura. Non solo operatori culturali, ma anche attori che lavorano nel sociale, nella tutela dell’ambiente, nel turismo e nell’economia. Dalle piazze alle abitazioni private messe a disposizione  dai proprietari, dai giardini del quartiere di Is Mirrionis al lungomare di Sant’Elia e del Poetto passando per i balconi di Stampace, dagli angoli di Villanova agli spazi del Cep, da Molentargius ai mercati, ai teatri, ai musei e alle scuole: una serie di spazi non convenzionali con cui il programma di Cagliari 2015 raccoglie e rilancia il patrimonio importante di idee, partecipazione, energie e progetti condivisi fulcro della candidatura della città a Capitale europea della cultura 2019.

“L’obiettivo – ha spiegato questa mattina in Municipio l’assessore alla Cultura, Enrica Puggioni – è quello di ricucire la città, riscoprendo alcuni scorci poco battuti, come i mercati e i teatri, che per l’occasione diventano importanti scenari culturali”. “Una collaborazione che non si deve concludere nel 2015 – ha precisato il sindaco Massimo Zedda – Vogliamo andare avanti e mantenere il percorso anche per i prossimi anni”.

Dal centro storico alle periferie, ma anche Molentargius ospiterà alcuni appuntamenti in programma. Il Teatro delle Saline, l’Edificio dei Sali scelti, l’area del Rollone e la Città del sale saranno gli spazi in cui si svolgeranno oltre 60 appuntamenti tra performance di teatro, musica, danza, arti visive, conferenze e laboratori. Tra gli eventi anche “Quando buttavano a mare i tram”: un’occasione per far incontrare il centro e la periferia, in una settimana di eventi dedicati a giovani e adulti da coinvolgere in una rilettura dell’opera di Sergio Atzeni, dentro e attraverso spazi inconsueti della città. E poi “Cagliari, città anche delle bambine e dei bambini”: laboratorio nelle scuole e alcuni quartieri  per riscrivere e riprogettare la città a misura di bambino.