Cagliari, caos totale e dipendenti stremati al Microcitemico: “Non c’è programmazione”

Assemblea infuocata dei lavoratori dell’ospedale dei bambini finito al centro delle polemiche per disservizi e cure negate: “Vogliamo restare con l’Asl, la destinazione della nostra azienda sanitaria interessa solo le stanze del potere”

Si è svolta questa mattina l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori del Microcitemico organizzata dalle segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil per ascoltare e capire dagli operatori le problematiche e lo stato di riorganizzazione della struttura avviato qualche mese fa, a seguito del rientro in Asl. Ed è emersa una situazione di caos totale, con i dipendenti stremati per le troppe criticità: l’ospedale dei bambini, negli ultimi mesi, è finito al centro delle polemiche per i tanti disservizi e le cure negate, portando i genitori a chiamare i carabinieri e l’associazione Asgop a presentare un esposto in Procura. “Il Microcitemico è da sempre fiore all’occhiello della ricerca nell’ambito della talassemia, delle malattie rare, della fecondazione assistita e sarebbe dovuto essere, nell’ultimo periodo, centro di riferimento regionale per le diverse patologie dell’età pediatrica con la creazione del Children Hospital. In questi anni di totale miopia politica, è riuscito a garantire i servizi grazie alla forza, alla competenza, alla responsabilità e allo spirito di abnegazione dei professionisti che hanno sopperito spesso alla carenza cronica di risorse umane e alle carenze organizzative”, spiegano i sindacalisti Carlo Marras, Massimo Cinus e Guido Sarritzu.
“Non ci occupiamo solo di contrattazione e di tutela dei lavoratori ma cerchiamo di contemperare i bisogni che hanno i cittadini con il rispetto dei diritti di chi opera all’interno delle strutture: queste sono le basi dei nostri ragionamenti e delle successive proposte. Lo stato di salute della popolazione è un indice di civiltà di una nazione ma è complicato riuscire a perseguire questo obiettivo primario se viene cambiato l’assetto organizzativo della sanità regionale ogni legislatura. Le riforme e le successive controriforme, per la politica che sta al governo della Regione in questo momento, sembrano essere una necessaria dimostrazione di esistere tentando di cambiare modelli e strutture organizzative che non hanno ancora portato a risolvere i problemi che ci trasciniamo dietro da anni. Manca una programmazione, si spostano gli ospedali da un’azienda all’altra inseguendo l’idea del momento senza pensare a quali esigenze di salute si debba mirare e quale sia il modo migliore per perseguirle. I pazienti, ed in generale tutta la popolazione, sono spettatori di una discussione che interessa solo le stanze del potere. La situazione del Microcitemico e la destinazione ad un’azienda sanitaria, Asl o Arnas Brotzu, è legata a scelte politiche che non devono avere breve respiro: occorre decidere se l’utenza ha migliori risposte ai propri bisogni ragionando in termini di età anagrafica della stessa o in riferimento al parametro urgenza rispetto alla presa in carico della cronicità. I segnali ricevuti dai dipendenti però sono molto chiari: vogliono restare in Asl. Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno stato di agitazione territoriale nel mese di settembre che chiariva la posizione. Non sono mancate le voci critiche, dentro un dibattito che ha cercato di identificare le criticità e le soluzioni. Al termine dell’assemblea è emersa la richiesta della stessa di riaggiornarsi invitando la direzione della Asl e valutando l’allargamento dell’evento a una rappresentanza della commissione sanità in consiglio regionale al fine di poter dialogare tutti assieme sui problemi”.


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