Cagliari, balli e canti per la giornata mondiale del rifugiato: “Basta con l’odio”

Decine di giovani stranieri in festa in piazza San Sepolcro. Da tutti un “invito alla pace” e contro l’odio: “Salvini? Parla alla pancia delle persone. C’è bisogno di accoglienza, i nostri malesseri e insoddisfazioni non vanno scaricati sugli stranieri”

Due ore tra canti, balli e messaggi. Di pace. Anche Cagliari festeggia la giornata mondiale del rifugiato, con un evento organizzato dalla cooperativa onlus Il Sicomoro in piazza San Sepolcro, nel cuore del rione portuale della Marina. Giovani stranieri, provenienti da vari paesi dell’Africa e in città già da qualche anno, hanno festeggiato quella che è una data approvata dall’Onu in tutto il mondo. A prevalere, ovviamente, messaggi contro il razzismo “e le paure, che devono essere disarmate”. Stefania Russo é la presidentessa della onlus: “Seguiamo una quarantina di ragazzi, tra cui nove minori stranieri non accompagnati. C’è bisogno di fare una buona accoglienza. Proprio oggi sono cadute tutte le accuse mosse alle Ong, bisogna smetterla di fomentare l’odio”, dice, nel corso della intervista rilasciata durante il video in diretta di Cagliari Online, la Russo. “Salvini parla alla pancia delle persone, io voglio parlare al cuore”. C’è chi è contrario all’accoglienza, sbandierando il motivo che il lavoro già è poco per gli italiani e i sardi, figurarsi per gli stranieri. “È uno dei tanti luoghi comuni. Noi andiamo spesso a parlare nelle scuole. Ricordo che ai miei tempi si facevano anche due o tre turni. Il fatto che la scuola abbia dei deficit in questo periodo”, dice la presidentessa della onlus, “non si può certo ricondurre alla presenza degli immigrati. Così come il fatto che ci sia malasanità o corruzione, non si possono scaricare su queste percome, che hanno bisogno di essere aiutare, i propri malesseri e le nostre insoddisfazioni”.


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