Cagliari, aumentano i poveri: “Costretti a rifugiarsi tra stracci e cartoni dal porto a viale Sant’Avendrace”

Nuovi senzatetto e coppie che si spostano tra la semiperiferia e la zona di piazza Matteotti. Segnalazioni in aumento e volontari sempre più impegnati. Un mese fa un clochard sardo muore, stroncato da una cirrosi: “Speriamo che gli aiuti non diminuiscano quando il Comune sarà guidato dal commissario”.


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L’ultimo senzatetto, cronologicamente parlando, è arrivato in una traversa del viale Sant’Avendrace. Cinquant’anni, il suo rifugio non può essere definito tale perché si tratta di un “malloppo” di cartoni sotto i quali si ripara la notte. Un volto sconosciuto ai soccorritori e volontari che ogni notte portano pasti e coperte calde agli “ultimi” di Cagliari, e purtroppo non è l’unico. “Due uomini, un italiano e un tunisino, si sono accampati in via Caprera, nel lato opposto al multipiano. Sono lì da un mese, da quando un loro amico, anche lui senzatetto, un sardo che in passato aveva un lavoro sicuro in aeronautica, è morto stroncato da una cirrosi epatica. Abbiamo fatto in tempo a farlo portare in ospedale, ma era comunque troppo tardi”, racconta Roberto Carrus, presidente degli “Angeli della strada Sardegna”. Già, a Cagliari successe anche che i disperati muoiano, dopo ribaltoni di vita inaspettati che gli hanno portati dall’avere un tetto a cercare qualunque rifugio utile soprattutto in inverno: “Si riparano con i cartoni o con stracci e vestiti”.
Come nelle panchine del porto, tra via Roma e viale la Playa: “Lì aiutiamo uno straniero, nordafricano. Ha occupato due panchine, a noi dice che in una ci abita un amico ma sappiamo che non è vero e che lo fa solo per avere doppia razione di cibo, che noi gli diamo volentieri perché capiamo che lo fa per fame”. Identikit del povero che non cambia: “Sardo o straniero poco cambia, aiutiamo tutti. L’età media è di 40 anni”. E Carrus incrocia le dita in vista dei prossimi mesi: “Cagliari si prepara ad avere un commissario al posto del sindaco, spero che gli aiuti per le realtà come la Caritas, dalla quale dipendiamo noi, non diminuiscano, ma soprattutto che si continui a provare a levare dalla strada i senzatetto per offrirgli un alloggio sicuro”.


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