Cagliari, ex assessore: “Né telecamere, né vigilanza e lavori a rilento. Bastione regno dei vandali”

Chessa, Psd’Az: “Il monumento è abbandonato. Non avremmo dovuto aprirlo senza le telecamere. Anche perché il marmo delle sedute è raro e difficile da reperire sul mercato ed è fragile. Serviva un’armatura sotto le sedute per impedire che flettessero e che venissero distrutte dai vandali saltandoci sopra”

Né telecamere, né vigilanza. E al bastione di Saint Remy regnano i vandali. E i lavori per la riapertura definitiva? “Io sono andato via dieci mesi fa”, spiega Gianni Chessa, segretario cittadino Psd’Az ed ex assessore ai Lavori pubblici, “e da allora è tutto fermo”.

L’ex assessore della giunta Zedda, attacca l’esecutivo sulla gestione di uno dei monumenti simbolo della città. Chessa aveva sollevato il tema della vigilanza chiedendo il rinvio dell’apertura del sito all’installazione delle telecamere. ”Premetto che al posto delle telecamere avrei preferito la vigilanza fisica”, spiega l’ex assessore, “con personale disarmato ma in divisa, che in una realtà come Cagliari è sufficiente per garantire la sicurezza. Ma non avremmo dovuto aprirlo senza le telecamere. Anche perché il marmo delle sedute è raro e difficile da reperire sul mercato ed è fragile. Serviva un’armatura sotto le sedute per impedire che flettessero e che venissero distrutte dai vandali saltandoci sopra. Anche la Sovrintendenza era d’accordo. Il monumento”, aggiunge, “va messo in sicurezza. Ma soprattutto vanno portati a termine i lavori. C’è da restaurare il torrino, ma i lavori sono fermi da 10 mesi in cui non è stato fatto nulla. E il torrino è chiuso assieme ad una parte della terrazza, io andavo personalmente sui cantieri e con me i lavori viaggiavano ad alta velocità, ma ora vanno a rilento”.

en.ne.