Cagliari, animalisti in rivolta: “Zedda vuole multare chi sfama i gatti randagi, vergogna”

Scoppia la polemica di varie associazioni, in testa c’è la Lav: “Nel nuovo regolamento sarebbe vietato dare da mangiare ai mici delle colonie. C’è un nostro progetto già presentato per salvarli, ma il Comune non ci ha ancora ricevuto. È una decisione assurda”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Sono molti i gatti randagi a Cagliari: tante vite che non hanno ancora avuto – e chissà se mai ce l’avranno – la possibilità di nascere e essere curati al caldo in una casa o seguiti in un gattile. Una delle colonie più numerose e “famose”, per esempio, si trova in piazza San Cosimo, e lì i mici possono contare, almeno, sulla generosità di molti cagliaritani che portano loro da mangiare. Ma adesso scoppia la polemica, proprio sulla possibilità di nutrire i randagi. In testa alla protesta c’è la Lav, a spiegare la vicenda è una delle rappresentanti a livello nazionale, Emma Piga: “Sappiamo che il Comune vuole vietare, andando contro la normativa nazionale, di dare da mangiare alle colonie non registrate. È un divieto che anche contro lo stesso regolamento comunale sulla tutela degli animali, che prevede che i gatti liberi possano essere accuditi. Sappiamo che c’è un problema legato al decoro dei posti, però non siamo d’accordo con questa restrizione, a farne le spese sono i gatti che non hanno nessuna colpa”.
E c’è di più, stando alla denuncia della Lav: “Abbiamo già presentato a Regione, Assl e Comune un progetto che riguarda la gestione delle colonie, in particolare quella di Sant’Elia, ma è utilizzabile in qualsiasi posto, finalizzato a garantire un corretto modello della gestione delle colonie feline, tra censimento, sterilizzazione e educazione e formazione dei tutor delle colonie”. Però “il Comune non ci ha mai risposto. Quella di Zedda è una decisione assurda”, punge la Piga, “siamo disponibili a offrire tutto il nostro supporto, ma questo divieto deve essere subito bloccato”.

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