Cagliari, Amico Bus: operatori qualificati ma non possono soccorrere i passeggeri

È polemica in consiglio comunale a Cagliari sui bus per l’accompagnamento dei disabili. “Nonostante abbiano la qualifica sono esentati nel poter dare assistenza immediata agli utenti, anche in caso di pericolo di vita all’interno del mezzo”

Non possono soccorrere gli utenti a bordo. Anche se hanno la qualifica. Al Comune il caso degli operatori dell’Amico Bus che ancora sottoposti a nessuna visita medica, che non dispongono di presidi medici, come ad esempio i guanti, e guidano mezzi di trasporto non vengono sanificati come si fa di solito per le ambulanze, ma solamente lavati ad acqua. L’interrogazione in consiglio comunale è stata presentata dal consigliere del gruppo misto Alessandro Sorgia.

Fino all’anno 2014, nonostante la qualifica conseguita di O.S.S., gli operatori avevano le mansioni previste per gli autisti.             La situazione mutò nel 2014 quando il Ctm predispose una gara d’appalto senza precisi parametri, alla quale parteciparono varie cooperative sociali.

Vinse la coop La Clessidra di Villacidro e il relativo contratto di sanità privata fu sostituito con un contratto sociale con qualifica di “accompagnatore” di persone diversamente abili a partire da quel momento gli operatori percepirono una retribuzione di gran lunga inferiore, rispetto al passato

Tre anni dopo viene indetta una ulteriore gara d’appalto, vinta dalla coop sociale Cosi di Cagliari, e gli operatori sono stati assunti con un livello inferiore, ossia B.1, con contratto sociale di accompagnatore di persone diversamente abili.

Attualmente gli operatori espletano le proprie funzioni con un contratto di 30 ore settimanali, in cui gli orari spezzati non vengono retribuiti e si occupano di accompagnare gli utenti all’interno delle strutture e delle loro abitazioni.

Nel giugno del 2017 gli operatori hanno svolto il corso di “esecutore di Basic Life support defibrillation” per non sanitari, ma purtroppo denuncia Sorgia “i defibrillatori non sono presenti a bordo dei mezzi di trasporto” e comunque in ogni caso, secondo il consigliere, il contratto con cui sono stati assunti dalla come accompagnatore disabili – assistente di base alla persona, livello B1, non permette loro di svolgere nessun intervento di primo soccorso, né di poter utilizzare il defribillatore.

“Sono esentati nel poter dare assistenza immediata agli utenti, anche in caso di pericolo di vita all’interno del mezzo”, denuncia Alessandro Sorgia, “come ad esempio non poter utilizzare il defibrillatore o trovarsi in presenza di un dializzato che sanguina dalla fistola, e senza un pronto intervento, rischierebbe di morire in pochi secondi, e pertanto l’unico compito in tali circostanze consiste nel chiamare il 118 ed aspettare. E questo perché l’inquadramento impone per gli operatori la mansione di semplici accompagnatori di persone diversamente abili, livello B.1, che non permette loro di poter effettuare un primo soccorso, nonostante la qualifica professionale di Operatori Socio Sanitari. Tutto ciò”, conclude, “avviene a discapito sia degli operatori che degli utenti diversamente abili”

Sorgia denuncia che da quando gli operatori sono stati assunti dalla C.O.S.I “inspiegabilmente” non sono stati ancora sottoposti a nessuna visita medica e che gli stessi operatori non dispongono di presidi medici, come ad esempio i guanti, e i mezzi di trasporto non vengono sanificati come si fa di solito per le ambulanze, ma solamente lavati ad acqua.

Il consigliere chiede a Zedda di intervenire “nel rispetto degli operatori e degli utenti diversamente abili”.