Cagliari, “al Ss. Trinità niente tamponi in Psichiatria e pazienti a spasso”

La dura accusa della Fials: “Una paziente ricoverata senza aver fatto il test, un’altra aveva cocaina, coltelli e forbici”. E, tra i ricoverati, “c’è chi viene e va come se l’ospedale fosse casa sua. Gli operatori, definiti eroi, sono a rischio contagio e da 14 mesi non hanno i buoni pasto”

Caos al Santissima Trinità di Cagliari. In quello che è diventato uno dei Covid Hospital isolani, le situazioni critiche sarebbero numerose, e tutte concentrate in un reparto: quello di Psichiatria. Almeno, così emerge stando alla durissima lettera scritta da Sergio Milia, dirigente sindacale Fials e rsu/rls dell’Ats Sardegna. Milia fa un elenco, dettagliato, di alcuni casi avvenuti negli ultimi giorni: “Il 26 aprile, nel reparto di Psichiatria, una paziente accompagnata per una consulenza, terminata con l’esito da parte del medico di guardia del rinvio al proprio domicilio,è stata ricoverata, senza esecuzione del tampone, poiché nessuno dei familiari è venuto a riprenderla. Nella stessa giornata un’altra utente viene accompagnata dalle forze dell’ordine in psichiatria e durante la consulenza, si è venuti a scoprire che era possesso di cocaina, coltelli e forbici. Anche quest’ultima ricoverata senza esecuzione di tampone”, attacca Milia. “Nel presidio Covid del Santissima Trinità esistono reparti di serie A e reparti di serie B, dove ai primi viene garantito l’esecuzione del tampone prima di essere ricoverati”, mentre “ai secondi nessun tampone, mettendo a rischio tutto il personale in turno in caso di positività che potrebbero essere riscontrate”.

“Sempre in Psichiatria” ci sarebbero “pazienti che sostano durante il giorno e la notte senza essere ricoverati, definiti in osservazione, attività che non spetta ai reparti psichiatrici per via di logistica e modalità operative riconosciute ai servizi di pronto soccorso. Altri utenti vanno e vengono, dal e per il reparto, come fosse per loro la propria casa. Sempre al Santissima Trinità e in particolare nei locali di laboratorio analisi non vengono rispettati i protocolli di sicurezza, per mancanza di areazione adeguata e gli operatori fruiscono degli spogliatoi in comune con gli operatori tecnici di radiologia venendosi a formare assembramenti durante la vestizione e svestizione”. Per il rappresentante della Fials, “inoltre, nel percorso e in altri locali sono presenti materiali accatastati e fuori uso che mettono in pericolo chi vi transita. Intanto, dai vertici dell’Ats vengono sfornate circolari operative, salvo poi essere smentite da loro stessi il giorno seguente, e per quanto riguarda gli operatori chiamati eroi, in relazione al premio di marzo, meno di 100 euro, non vi è traccia, così come non vengono erogati i buoni pasto da oltre 14 mesi, senza parlare dei festivi e degli straordinari non retribuiti da anni. Sconcertante poi la videoconferenza di ieri del presidente Solinas, che prevede alla riapertura degli ingressi fuori  regione sardegna il tampone per tutti, laddove il tampone ai sanitari e agli utenti ricoverati in moltissimi casi non viene effettuato”.


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