Cagliari, a Tuvixeddu parco archeologico senza registro delle presenze e con i cantieri “eterni” tra le tombe

L’area, gestita dal Comune, più che a un parco “storico” somiglia a una qualunque area verde cittadina. C’è chi la utilizza per correre, chi per far passeggiare il proprio animale a pochi centimetri dalle tombe e chi per scattare foto. Impossibile, però, sapere quanti visitatori entrino nella più grande necropoli punica ancora esistente. GUARDATE il VIDEO REPORTAGE all’interno della necropoli punica

Si può visitare a costo zero, e questa è forse l’unica nota positiva del parco archeologico di Tuvixeddu. Da via Falzarego sino alla recinzione prima dell’ex catino non c’è bisogno di pagare nessun biglietto per vedere da vicino le tombe, ma non si deve nemmeno mettere nessuna firma. In una zona che dovrebbe – meglio, potrebbe – vivere di turismo non c’è nemmeno un registro delle presenze. E, a parte qualche cartello con indicazioni, per il resto sembra uguale a un qualunque altro parco cittadino. Le domande sono poche ma sin troppo scontate: quanti turisti visitano Tuvixeddu ogni anno? E quanti italiani e quanti sardi? Mistero.

A pochi metri dall’entrata di via Falzarego tante transenne fanno capire che ci sono dei lavori in corso. E infatti, il cartello parla chiaro: 953mila euro per la “sistemazione” del sito e della necropoli, il cantiere dovrebbe chiudersi entro agosto. Con molta probabilità il parco archeologico sarà una delle tappe anche della prossima edizione di Monumenti Aperti (unica occasione nella quale c’è un reale conteggio dei visitatori). Per i restanti 363 giorni dell’anno, però, il parco archeologico è simile a un semplice “tocco di verde” all’interno della più grande necropoli punica ancora esistente.