Cagliari, 2 progetti per portare acqua in Kenya: “Gli africani sono accanto a noi”

Nell’Isola l’acqua scarseggia, ma c’è chi sceglie di farla arrivare dove non ce n’è nemmeno un goccio. La storia dell’associazione “Una mano per l’Africa”, creata da sardi: “Portiamo sviluppo e opportunità di occupazione. Gli africani cercano una vita migliore”. GUARDATE il VIDEO

Di Paolo Rapeanu

Sardegna e Cagliari generose per quanto riguarda l’acqua. In una regione dove l’oro blu scarseggia, c’è chi pensa a chi se la passa peggio. L’associazione “Una mano per l’Africa”, nata dieci anni fa dall’impegno di un gruppo di volontari, cura dei progetti per far arrivare il preziosissimo liquido in Kenya. Massimo Moi, tra i fondatori, spiega che “le parole chiave sono internazionalizzazione, cooperazione e sostengo a distanza. Abbiamo costruito un ponte solidale fio agli altipiani del Kenya, realizzando due progetti. In uno l’acqua arriva direttamente dalla foresta equatoriale fino a raggiungere tutte quelle famiglie che, in passato, la trasportavano dalle zone maggiormente umide fino a quelle urbanizzate e rurali. Ci sciamo riusciti”, spiega Moi, “grazie al supporto di tante famiglie e privati sardi”.
“La geografia è relativa, noi siamo al sud ma allo stesso tempo al nord del sud dell’Africa. L’acqua è un bene collettivo che può portare, anche in Kenya, sviluppo, nuove opportunità di occupazione e consapevolezza culturale. Gli africano vivono diversamente da noi ma sono accanto a noi”. Mimmo Mastrangelo, iscritto da quattro anni all’associazione, racconta la sua esperienza: “Sono stati in Keny, ho conosciuto realtà povere nelle quali, comunque, le persone cercavano di emergere per riuscire ad avere una vita migliore”.


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