Caccia illegale nel Sud Sardegna: segnalati quattro bracconieri

Le associazioni CABS e LAV hanno condotto nel Sud Sardegna attività di volontariato contro l’uccellagione, nel corso delle quali hanno individuato quattro soggetti che stavano catturando gli uccelli

Le associazioni CABS e LAV hanno condotto nel Sud Sardegna delle brevi attività di volontariato contro l’uccellagione, nel corso delle quali hanno individuato ben quattro soggetti che stavano catturando gli uccelli.

Nel territorio di Villasimius i volontari della LAV hanno filmato con telecamere nascoste un uomo mentre esercitava l’uccellagione per mezzo di diverse reti da posta piazzate nella vegetazione. Sono stati salvati alcuni tordi rimasti intrappolati. Le immagini sono state consegnate ai Carabinieri per procedere con le indagini e l’identificazione del bracconiere.

A Quartucciu un uccellatore è stato filmato dai volontari del CABS mentre catturava fringillidi dopo aver posizionato sul terreno decine di canne ricoperte di colla sintetica. Gli uccelli selvatici venivano attirati dal canto di un cardellino, detenuto illegalmente e usato come richiamo vivo e custodito in un’angusta gabbietta.

A Capoterra, inoltre, è stato filmato un altro bracconiere intento a nascondere gli uccelli nell’auto. A Sinnai, infine, il CABS ha individuato un uccellatore che catturava tordi per mezzo di decine di grandi reti posizionate nel bosco.

Tutte queste fonti di prova sono state messe a disposizione dell’Arma dei Carabinieri per la prosecuzione delle indagini.

Le due associazioni, inoltre, hanno raccolto preziose informazioni su diversi soggetti che si dedicano alla cattura illecita ed alla vendita degli uccelli. Tali elementi saranno oggetto di ulteriori approfondimenti nel corso di prossime campagne che saranno organizzate in provincia di Cagliari.

“Le denunce presentate ai Carabinieri ed i dati raccolti dimostrano inequivocabilmente che il fenomeno dell’uccellagione,  – denunciano gli ambientalisti – seppur diminuito, non è stato per nulla debellato, mentre quello agli ungulati non sembra conoscere flessioni. Pertanto è bene che l’Unione Europea continui a tenere sotto stretta osservazione l’Italia per le stragi di uccelli migratori perpetrate in nome di anacronistiche tradizioni.

Molto semplicemente il costante lavoro di stimolo svolto nel corso degli anni dai volontari di CABS e LAV, con il sostegno dei Carabinieri della Compagnia di Cagliari, hanno profondamente modificato le forme del mercato nero degli uccelli, che continua ad essere florido ed a procurare ingenti guadagni illeciti. Prima, infatti, i bracconieri si dedicavano prevalentemente alla cattura di tordi, la specie commercialmente più’ ambita; oggi si catturano prevalentemente storni. Ma il numero degli uccelli uccisi resta identico a quello di alcuni anni fa, così come non si è ridotto il danno causato all’ambiente naturale.”

Da ottobre a febbraio nel Parco Naturale Regionale del Molentargius Saline, gruppi di bracconieri di Quartu hanno catturato nottetempo, con cadenza più che settimanale, gli storni posati sulle canne nei dormitori notturni. Solo a Molentargius, senza considerare gli altri stagni della Sardegna, sono stati così catturati con le reti ed uccisi per soffocamento, in grandi sacchi di plastica, decine di migliaia di uccelli. Molte altre centinaia sono stati lasciati agonizzanti sul terreno o in acqua, dove sono morti per annegamento.

Gli uccelli cosi catturati sono stati poi oggetto di rivendita in ristoranti compiacenti o al dettaglio al prezzo di 2/3 euro l’uno.

Ed è grave che i bracconieri agiscano in maniera così diffusa all’interno dei nostri Parchi Regionali (Gutturu Mannu, Sette Fratelli e Molentargius).

Cosa è stato fatto, si chiedono le associazioni, per contrastare il commercio di uccelli, come prevede espressamente il Piano Nazionale Antibracconaggio per il Sud Sardegna? È evidente come sia necessario incrementare gli sforzi per sconfiggere definitivamente l’illegalità diffusa che in Sardegna colpisce ogni anno un numero imprecisato di uccelli migratori.

Un’altra questione che il CABS intende portare alla conoscenza dell’opinione pubblica riguarda la contestazione degli illeciti penali. Gli uccellatori sono quasi tutti privi di licenza di caccia, pertanto dovrebbero essere imputati di furto aggravato (delitto). In tal senso si erano pronunciati alcuni anni fa anche alcuni magistrati di Cagliari in un pubblico convegno sul bracconaggio. Invece sembra che la Procura della Repubblica continui a contestare ai bracconieri sprovvisti di licenza i semplici reati (contravvenzioni) previsti dalla legge 157, per i quali sono previste pene irrisorie, delle semplici multe.

Ciò ovviamente non ha alcun effetto deterrente sui rei ed impedisce la contestazione del reato associativo quando, come nel caso del Molentargius, nell’attività illecita risultino coinvolte decine di persone organizzate a questo scopo.