Cabras, una città nuragica sotto acqua e fango ai piedi dello stagno?

Lo studio di Giuseppe Sanna, trent’anni, mostrerebbe come ancora tanto c’è da scoprire del passato della Sardegna.

Un incontro, che si è tenuto sabato scorso presso l’Auditorium del centro polivalente di via Tharros sulle connessioni visive dei nuraghi del Sinis a cura di Giuseppe Sanna, architetto e ricercatore indipendente, durante il quale è stato presentato lo studio sull’assetto territoriale e di gestione del Sinis nel periodo nuragico. Particolari spettacolari emergono dalla spiegazione dell’architetto con la passione di storia e di archeologia del Sinis: “Uno studio di eccezionale valore paesaggistico sull’assetto a grande scala dei nuraghi nel Sinis, disposti secondo una fitta rete di collegamenti” ha spiegato il sindaco Andrea Abis. “Ai piedi dello stagno, presso Conca Illonis, oggi totalmente sommersa dalle acque e dal fango, ci sarebbe un’enorme agglomerato nuragico, una sorta di città, ancora tutta da svelare.

Emerge un passato antichissimo di grandezza, ancora prima che i Fenici fondassero Tharros e che si chiuse con la meraviglia monumentale dei Giganti di Mont’e Prama”. Una pagina di storia ancora tutta da scrivere, insomma, ma le prospettive perché ciò avvenga ci sono tutte. “Possono aprirsi pagine nuove di ricerca e di studi per molti anni a venire.

Molte congratulazioni per il lavoro svolto a Giuseppe”.

L’esposizione della relazione di Sanna è frutto della collaborazione tra il Comune e la Biblioteca Comunale: l’evento infatti è stato patrocinato nell’ambito delle attività di divulgazione della cultura e della valorizzazione dei giovani talenti.


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