Buoncammino, nell’ex carcere servizi per studenti e docenti

Mense, foresterie, biblioteche e ambienti per l’animazione culturale. E il Palazzo delle Scienze in futuro sarà un grande museo

Spazi universitari nell’ex carcere di Buoncammino, con mense, foresterie, biblioteche e ambienti per l’animazione culturale. E spazio ad attività di ricerca e sviluppo integrato: incubatori, startup, fablab, coworking. È quanto previsto nel nuovo Piano particolareggiato del centro storico di Cagliari, dove il Comune dedica un capitolo a parte all’ex penitenziario. Nuova vita anche per il Palazzo delle Scienze che in futuro sarà un grande museo.

Buoncammino. Il programma di riuso dovrebbe partire dall’esigenza di rovesciare la “chiusura totale” che l’ex carcere ha incarnato per diventare un luogo aperto alla città, attraversabile e condiviso. L’edificio, infatti, per la sua posizione può essere visto come ‘macchina per guardare’: un’architettura vista, ma dalla quale si può vedere. In questo senso il “cammino di ronda” potrebbe essere reso fruibile come passeggiata panoramica d’eccellenza, e la “memoria” dell’istituzione carceraria dovrebbe essere incarnata in un recupero dell’edificio che lo renda visitabile e attraversabile, riconoscibile (anche mediante appositi apparati “museali”). L’ex carcere dovrebbe inoltre cogliere l’opportunità offerta dal fatto di trovarsi al centro di un distretto universitario di oltre 20 mila tra studenti, docenti e ricercatori, oltre due terzi dell’intero potenziale dell’Ateneo. In questo senso si può parlare di “Grande fabbrica del parco urbano della conoscenza”: un ruolo sinora mancante di “condensatore” di una molteplicità di funzioni di animazione e servizio comune alla vita universitaria dei diversi poli, e più in generale del campus urbano, di attività pregiate di ricerca e sviluppo integrato (incubatori, startup, fablab, coworking…), e di servizio agli studenti e ai docenti in un quadro di internazionalizzazione (mense, foresterie, biblioteche…con l’esclusione delle funzioni specificamente didattiche) e di ambienti per l’animazione culturale (associazionismo studentesco e non, ambienti espositivi, libreria universitaria). Nel corpo centrale si ritrovano gli ambienti di uso comune, che consentirebbero destinazioni ad uso collettivo. Mentre, gli spazi esterni, liberati dalle aggiunte di epoca recente, offrono l’occasione per accogliere attività sportive e aree verdi (giardini) per il benessere psicofisico di chi vive la struttura. Per esempio, il camminamento basso lungo il perimetro interno del complesso ben si presta a costituire un percorso fitness con minimi interventi che sfruttino anche la presenza del muro.

Un grande museo al Palazzo delle Scienze. “In vista di una nuova destinazione d’uso per il Palazzo delle Scienze la collocazione al suo interno delle collezioni universitarie a carattere scientifico – si legge nella relazione –  è parsa ottimale, sia per la “natura” dell’edificio, da sempre legato all’Università ed in particolar modo alle scienze, sia per la sua organizzazione spaziale, adatta ad ospitare un museo. La sua distribuzione planimetrica richiama i caratteri distributivi tipici dei musei-tempio ottocenteschi che si ergevano al di sopra di una scalinata monumentale, ordinata da un’asse di simmetria, con un atrio centrale che distribuiva gli ampi ed ariosi spazi, articolati intorno alle corti interne. Nel caso del Palazzo delle Scienze l’asse di simmetria è dato dalle aule magne, gradonate, che si ripropongono nei tre piani”.


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