Brotzu, 300 trapianti per salvare tante vite: la sanità che funziona

Oggi il presidio di ringraziamento dei trapiantati cagliaritani, questa mattina è stato eseguito dall’equipe di Fausto Zamboni il 300esimo traoianto di fegato. Tutto cominciò nel 2004, con la donazione della famiglia Deiana

Trecentesimo trapianto di fegato oggi al Brotzu: c’è una sanità che funziona a Cagliari, della quale in fondo nessuno parla. Trecento interventi che hanno contribuito dal 2004 sino ad oggi a salvare tante vite umane, anche grazie alla grande professionalità dell’equipe guidata da Fausto Zamboni. U questa sera alle 18 il presidio di ringraziamento dei trapiantati cagliaritani. Giuseppe Argiolas, presidente di Prometeo, spiega: “Cari amici siete tutti invitati alle ore 18,00 al G.Brotzu per fare i complimenti all’equipe del dr.Fausto Zamboni per il 300 trapianto realizzato e, a tutti coloro che da anni si impegnano nel circuito della donazione degli organi in tutti gli ospedali sardi dotati di Rianimazione e nel Centro Regionale deiTrapianti.
Un ringraziamento particolare alla straordinaria famiglia che ha donato gli organi del loro congiunto, che è in una continuità ideale con la prima donazione del 29/02/2004 della famglia Deiana, che permise che si realizzasse il primo trapianto di fegato a Cagliari”. 

Argiolas aggiunge: “

La nostra associazione di trapiantati Prometeo AITF Onlus accoglie con gioia e soddisfazione la notizia del 300° trapianto di fegato realizzato oggi dall’équipe del Centro trapianti dell’ospedale “G. Brotzu” di Cagliari, diretta dal dott. Fausto Zamboni.

L’intervento, reso possibile grazie a una donazione avvenuta nello stesso ospedale, è stato eseguito questa mattina e si è concluso positivamente. Per il presidente della Prometeo Giuseppe Argiolas si tratta di «un grande traguardo per la storia dei trapianti in Sardegna». Una storia che, per quanto riguarda i trapianti di fegato, è iniziata il 29 febbraio 2004 grazie a un organo donato dalla giovane Elisa Deiana, che già in vita si era espressa a favore della donazione, e grazie alla generosità dei suoi genitori, Paola e Alberto, che hanno accettato, senza tentennamenti, la sua volontà.

Sappiamo che la Sanità pubblica sarda non è perfetta, ma ci teniamo a evidenziare le volte in cui dimostra di saper funzionare bene a vantaggio di tutti, a prescindere dall’area geografica di provenienza del paziente. Stesso discorso vale per la Sanità pubblica nazionale che, in questo settore in particolare, dispone di una rete capace di “organizzare la solidarietà” e far sì che, in caso di urgenza, un organo prelevato in una regione possa salvare una vita in un’altra regione. Un rapporto di continui scambi in cui la Sardegna, all’occorrenza, ha dato ma ha anche ricevuto. Così è avvenuto, ad esempio, a Cagliari il 1° luglio scorso per il penultimo trapianto di fegato, eseguito in codice rosso, ossia con urgenza assoluta: grazie a un organo proveniente dalla Penisola è stata salvata la vita a un giovane paziente sardo. Questo risultato è stato possibile perché esiste, appunto, una rete ben organizzata, coordinata dal Centro Nazionale Trapianti (CNT), alla cui guida c’è il dr. Alessandro Nanni Costa, in cui sono incardinate tutte le strutture regionali e locali che si occupano di donazione e trapianto di organi, compreso naturalmente il nostro Centro Regionale Trapianti (CRT).

Importante, però, nei due casi che oggi commentiamo e, in generale, in tutti i trapianti eseguiti a Cagliari, è pure il ruolo giocato dalla nuova Azienda ospedaliera “G. Brotzu” (che, ricordiamo, è nata dall’accorpamento dell’ospedale omonimo, dell’ospedale oncologico “A. Businco” e del “Microcitemico”). Il merito va, innanzitutto, all’équipe che gestisce il delicatissimo processo della donazione e alle équipe che gestiscono i trapianti di organo (fegato, pancreas, cuore e rene). In quest’occasione vogliamo, inoltre, sottolineare il grande lavoro svolto dall’équipe del dott. Fausto Zamboni, il quale ha di fatto creato una nuova scuola di chirurgia. Gli eccellenti standard qualitativi e quantitivi finora garantiti sono, infatti, possibili grazie alla presenza non solo di un grande chirurgo trapiantatore ma anche di un gruppo multidisciplinare di professionisti. Gruppo che, un domani, sarà senz’altro in grado di onorare l’eredità che riceverà dal Maestro. L’azienda “Brotzu” ha riconosciuto questo valore e lo sta promuovendo con l’introduzione di nuove figure professionali e la stabilizzazione di alcune giù presenti ma precarie, in vista del rafforzamento del day-hospital del Centro trapianti e dell’avvio del trapianto di fegato diviso (split liver). Come da noi auspicato e richiesto, queste innovazioni si stanno già traducendo in una migliore assistenza per i pazienti nel post-trapianto e si tradurranno – ci auguriamo a breve – in maggiori opportunità di cura per le persone in attesa di un nuovo fegato. Ricordiamo, infatti, che il trapianto split consentirà di salvare due pazienti con un solo organo e di non “perdere” i fegati di donatori entro i 50 anni di età. Questi, infatti, in base alle nuove direttive devono essere divisi tra due persone in lista e possono quindi essere trapiantati solo da centri in grado di eseguire tale tipo di intervento. 

Il 300° trapianto di fegato, peraltro, si inquadra in un momento positivo per i trapianti nell’Isola, che attenua lo sconforto creato dai preoccupanti dati del 2015. Quest’anno sono, infatti, già stati realizzati 22 trapianti di fegato, che contribuiscono al totale complessivo di circa 50 interventi eseguiti nella prima parte dell’anno (i dati ufficiali saranno comunicati a tempo debito dal CRT). Affinché questo confortante trend prosegua, però, riteniamo necessario risolvere con urgenza la questione del Coordinatore del Centro Regionale Trapianti. Nonostante la nomina del dott. Lorenzo D’Antonio sia avvenuta già da tre mesi, infatti, per questioni amministrative questi non ha ancora potuto esercitare le sue funzioni. Ci auguriamo che l’impasse sia superato al più presto perché solo così la rete regionale delle donazioni e dei trapianti potrà raggiungere standard operativi ancora più elevati. Ci preme, tuttavia, evidenziare come, nonostante questo vuoto istituzionale, non si stia verificando alcun rallentamento operativo e come lo staff del CRT, a partire dalla responsabile pro tempore Francesca Zorcolo, stia svolgendo le sue funzioni con le consuete professionalità e abilità.

La nostra gioia come associazione che tutela trapiantati e trapiantandi trova un limite solo nel dolore delle famiglie che hanno perso le generose persone cui dobbiamo queste rinascite. Ai donatori e alle loro famiglie va, quindi, tutto il nostro affetto e il nostro immenso ringraziamento per aver permesso a tanti altri uomini, donne e bambini di ricominciare a vivere. Ci auguriamo che il loro grande gesto di solidarietà umana serva da esempio a un mondo che, purtroppo, si va sempre più chiudendo in se stesso”.


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