Binaghi, centro sclerosi multipla:”Grave carenza a danno dei pazienti”

I Riformatori Sardi parlano di “emblema della sciatteria con cui viene gestita la sanità sarda”: in altri termini, al presidio ospedaliero Binaghi a Cagliari sono sempre più carenti le prestazioni per i malati cronici

“Quello che sta succedendo al Centro per la Sclerosi multipla del Binaghi è un esempio paradigmatico di quello che sta succedendo nella sanità sarda da tre anni a questa parte. Uno strisciante processo di progressiva riduzione dell’offerta, che avviene giorno per giorno, e ogni giorno una nuova cattiva notizia, piccola magari, che riguarda poche persone ma dannosa, sembra che si voglia andare verso una forma di eutanasia dolce”. Lo affermano Michele Cossa e Franco Meloni, dei Riformatori sardi, annunciando la presentazione di una interrogazione sull’argomento.

IL DISAGIO. “Che si debbano interrompere servizi indispensabili per i malati – prestazioni ampiamente programmabili perché riguardano malati cronici  – è il segno di una inaccettabile sciatteria gestionale che ormai pervade il sistema, aldilà delle ridicole vanterie dell’Assessore Arru e del suo Presidente. Possibile che non si riesca a rinnovare tempestivamente una semplice convenzione da pochi soldi? Possibile che si debba arrivare a interrompere un servizio ambulatoriale  così delicato? Possibile che nessuno si senta in dovere di far qualcosa o almeno di chiedere scusa ai pazienti?”, continuano i due esponenti Riformatori.

“Tutto questo rivela una grave carenza di governo generale del sistema, che a questo punto non riguarda più, o almeno non tanto e non solo, la Regione quanto l’ATS Sardegna e la sua articolazione  cagliaritana, la cosiddetta Area socio sanitaria. Chi vive tutti i giorni il dramma, le sofferenze  e le ansie di una patologia subdola come la Sclerosi Multipla sa cosa significa dover rinunciare a servizi come questi, ma chi non ha il problema non può permettersi il lusso o la crudeltà di ragionare solo in termini ragionieristici e prendere a cuor leggero decisioni disastrose per la gente. O ancora peggio, di ignorare per ignavia i problemi. Che fine ha fatto il supermanager venuto dal mare a “miracol mostrare”? Se si tratta di fare uno sfascio come quello a cui stiamo assistendo in questo caso, non c’era bisogna di Superman. Ci si riempie la bocca di “territorio”, “deospedalizzazione” etc etc, ma alle parole bisognerebbe far seguire i fatti, Moirano ora è in carica da quattro mesi che non sono moltissimi ma dovrebbero essere sufficienti almeno per far marciare l’ordinaria amministrazione”, concludono Cossa e Meloni.