Berlusconi, l’Ogliastra diventa Olgiata: “Non dimentico le olgettine”

Ultimi fuochi della campagna elettorale. Berlusconi ad Arborea traina Cappellacci con nuove battute e promette venti milioni di turisti all’anno. Pgliaru: la nostra è la proposta di governo più seria. Michela Murgia con i Sikitikis


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La campagna elettorale arriva alle battute finali. Oggi le ultime comparse pubbliche nell’isola dei candidati alla presidenza della Regione, in vista del voto di domenica prossima. Il leader del centrodestra, Ugo Cappellacci ad Arborea, Francesco Pigliaru, a capo della coalizione di centrosinistra, a Olbia, la candidata di Sardegna Possibile, Michela Murgia,  e Mauro Pili, Unidos, a Cagliari.

Un migliaio le persone presenti ad Arborea alla manifestazione elettorale del candidato per il centrodestra  Ugo Cappellacci. A sostenerlo il cavaliere Silvio Berlusconi, che parlando della Sardegna come “una terra che può ospitare 20 milioni turisti all’anno”, inciampa sull’Ogliastra chiamandola “Olgiata”, e poi si scusa con la sua immancabile ironia: “Scusate ma le Olgettine mi sono rimaste dentro”.  Mentre Cappellacci annuncia l’abbattimento totale dell’Irap in caso di vittoria. “Finora siamo riusciti ad abbattere l’imposta sulle attività produttive del 70 per cento – ha spiegato Cappellacci – Con la prossima legislatura l’obiettivo è azzerarla del tutto”.

 “Per chi ha una partita Iva il governo Cappellacci non ha fatto nulla di buono. Molti elettori di centrodestra sceglieranno il voto disgiunto”. Con queste parole il candidato per il centrosinistra, Francesco Pigliaru, replica da Olbia, dove ha deciso di concludere la sua campagna elettorale. “Solo il nostro programma di governo può consentirci di guardare al futuro con fiducia – ha continuato Pigliaru –  Mi rivolgo agli indecisi: qui c’è una proposta di governo seria per la Sardegna”. E, nel collegamento con la trasmissione del La7, “Otto e mezzo”, ha ribadito la sua convinzione di vittoria: “Vinceremo noi”.

“Noi siamo la vera alternativa, questo è l’inizio del cambiamento”, ha urlato Michela Murgia, di Sardegna Possibile, alle circa mille persone presenti in piazza del Carmine per la chiusura della sua campagna elettorale. “La Sardegna è stata trasformata in un territorio di guerra – ha continuato Murgia prima di lasciare spazio alla musica degli Sikitikis – Il nostro obiettivo è ascoltare la rabbia dei sardi e insieme trovare un’idea di Sardegna migliore”.