Bennato a Cagliari:”Renzi e Grillo non siete i salvatori della patria”

Strepitoso concerto blues alla Fiera del cantaurore napoleano, davanti a una platea entusiasta: “Grillo come farà ora a tornare nei palasport vendendo i biglietti a 50 euro? Renzi non conosce i problemi del Sud. Voi sardi vivete in un’isola magica, liberatevi dall’infezione dell’Italia”

Lo aveva promesso: “Sarà un concerto ad alta temperatura emozionale!”. Ed Edoardo Bennato non si è smentito venerdi’ notte, all’apertura del Rocce Rosse Blues Winter Edition 2013 presso il Padiglione D della Fiera di Cagliari, smentendo anche i cosidetti “puristi” del blues che probabilmente (ed aggiungerei  a torto) hanno storto il naso alla notizia della partecipazione del cantautore partenopeo alla rassegna blues. E quasi a voler dimostrare la sua “patente” di bluesman ecco proiettare, all’inizio dello show, sullo schermo gigante dietro il palco un filmato relativo al Pistoia Blues del 1990 dove Edo è impegnato in una torrida jam session con BB King e Jeff Healey sulle note di “Signor Censore”, forse il suo brano blues per eccellenza.

Con la ormai collaudata band, che lo segue da tantissimo tempo, inizia lo show con una selezione di brani più consoni alla location. E via con “Vendo Bagnoli”, “Meno male che adesso non c’è Nerone”, “L’acqua è poca” ed “E’ asciuto pazzo ‘o padrone” , negli ultimi due brani il richiamo è al personaggio di Joe Sarnataro, alter-ego di Bennato stesso, protagonista di un grandissimo album del 1992 dove coniugava, in maniera magistrale, il blues al dialetto napoletano. E’ l’occasione per una trait d’union con “La mia città”, la più recente ballad dedicata alla sua Napoli da lui definita la più bella città del mondo ma anche la più pericolosa. E’ un Bennato insolitamente loquace che, con la sua solita ironia e sagacia, lancia ripetute frecciate a Renzi (fantastico l’ironico invito rivolto al nuovo leader del Pd di andare a visitare la zona della Terra dei Fuochi ma di farlo in incognito magari travestendosi per non farsi riconoscere dalla popolazione di quei luoghi)a Grillo (in questo caso condito anche con simpatiche imitazioni) ma anche alla gente comune spesso colpevole e meritevole dei politici che ci comandano. “La vostra isola è ancora in tempo per liberarsi dall’infezione dell’Italia”, ha urlato a fine concerto. 

 Il set blues continua con altri capisaldi della discografia bennatiana come “Rinnegato” e “Mangiafuoco” per poter poi dare spazio prima all’Edo one-man band acustico e poi a quello più rock ed elettrico dove gli immensi chitarristi Giuseppe Scarpato e Gennaro Porcelli danno ampia sfogo alle loro qualità. C’è il tempo però per richiamare il sacro Dio del blues ed ecco una “Notte di mezza estate” che ci fa ricordare di stare, per un momento, sul delta del Mississipi. Lo show ha il suo degno finale con “Il rock di Capitan Uncino” dove Edo “aizza” ironicamente il pubblico definendolo una ciurma scalcagnata di pirati e non le solite ruffiane affermazioni da palco del tipo “siete un pubblico meraviglioso”.

 Per il bis Edo ha in serbo un’Isola che non c’è da dedicare interamente alla Sardegna sofferente e provata dalle recenti tragedie ma che ha nell’indole dei suoi stessi abitanti la capacità di riprendersi e reagire, e conseguentemente lancia un invito a staccarsi dall’Italia, da lui definita oramai infetta e irrecuperabile, e continuare, grazie alle proprie risorse ma anche grazie al suo popolo, un percorso autonomo e indipendente. Per la chiusura del concerto la scelta non poteva che non cadere su “In prigione In prigione” forse il brano di Edo che tocca i più alti vertici dell’ironia , quasi esasperandola e che nella versione live acquista un ritmo incalzante e coinvolgente trascinando tutto il pubblico presente.

Alla fine, dopo due ore intense, Bennato è promosso a pieni voti anche dal pubblico del blues che alla fine ha decretato, con applausi e ovazioni, la sua performance sul palco cagliaritano.  

Lorenzo Sau

 

 


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