“Basta con la strage di agnelli a Pasqua, i pastori sardi possono evolversi e diventare agricoltori”

Gabriella Floris, 42enne di Cagliari, è una delle fondatrici del gruppo “Cagliari Vegan” e, da tre anni e mezzo, non mangia carne: “Gli allevatori potrebbero anche regalarlo, il latte, tanto non lo bevo. Bisogna evolversi, i cristiani che mangiano l’agnello lo fanno perché la religione fa credere che l’uomo sia padrone di tutto. Un agnellino strappato alla madre piange come un bambino”. Siete d’accordo?

Oltre un anno fa, insieme a un’amica, ha fondato il gruppo “Cagliari Vegan” e, da tre anni e mezzo esatti, ha eliminato la carne da qualunque suo menù. Gabriella Floris, 42enne cagliaritana assistente tecnico in un call center, è una vegana con la “V” maiuscola. A ridosso della Pasqua, è in prima linea per cercare di “salvare” quanti più agnelli possibile da una morte certa: “Quella pasquale è davvero una mattanza, combatto per questo motivo così come sono, per esempio, contro i circhi, dove gli animali vengono sempre sfruttati”. Ma, visto che il mondo è bello perché è vario, chi glielo va a spiegare ai pastori e agli allevatori sardi che gli agnelli non devono essere mangiati? “Non sono contro i pastori, loro sono uno dei tanti tasselli di un sistema che deve bloccarsi, ci dev’essere un limite allo sfruttamento degli animali. Il latte potrebbero anche regalarlo, tanto io non lo bevo. Possono tranquillamente evolversi e fare gli agricoltori, sfruttando quindi altre risorse. È come per i ciabattini, visto che oggi la gente compra le scarpe e non le ripara loro fanno altri lavori, non sono mica finiti per la strada”, afferma la Floris.

“Sono felice di essere diventata vegana, mi oppongo a un sistema che mi vuole nutrire con qualcosa che danneggia tutti, basti pensare che tre quarti delle terre vengono coltivate per dar da mangiare agli animali e per questioni di allevamento”. E c’è spazio anche per una – forse immancabile – querelle  religiosa. A Pasqua, infatti, l’agnello è uno dei simboli cristiani: “Ma è una tradizione che si può cambiare, la religione fa credere all’uomo di essere padrone e al centro di tutto. Gli animali sono con noi, non per noi, hanno il nostro stesso diritto di vivere. Gli agnellini di venti giorni strappati alle madri urlano e piangono come un bambino”.