Baristi a Cagliari: “Non sapete l’inglese, vergogna: i vostri colleghi europei parlano anche tre lingue”

Si accende il dibattito tra i nostri lettori dopo l’intervista al barista di via San Benedetto: “All’estero tanti giovani baristi conoscono molte lingue, ecco perché non sappiamo accogliere bene i turisti”. Ma c’è anche chi dice che “devono essere i turisti a conoscere l’italiano, sennò vadano altrove”. Cosa ne pensate?

L’inglese? Utile conoscerlo, ma per servire caffè e paste può bastare giusto sapere qualche parola. “E con molti turisti basta un sorriso”. Dopo l’intervista fatta a Luca, barista cagliaritano di San Benedetto, si accende il dibattito tra i nostri lettori. Mancano poche settimane all’inizio ufficiale dell’estate e molti vacanzieri sono pronti a girare in lungo e in largo per la città. “Quando vado all’estero invece mi rendo conto di quanti ragazzi europei, al contrario, non solo conoscono l’inglese ma spesso conoscono una seconda lingua! Siamo i peggiori nel mondo in questo senso, ma si sa a volte basta un sorriso! C’è de prangi attrughé”, scrive, mischiando italiano e sardo, il nostro lettore Paolo S. Il tema della conoscenza di una seconda lingua, insomma, sembra essere molto sentito. E le opinioni sono tante.

Maurizio V., per esempio, si schiera con il barista: “L’importante è conoscere bene l’italiano gli inglesi che vengono in Italia imparino l’italiano”, mentre Ivy M. lancia un consiglio: “Appunto, segui un corso di inglese che è meglio, i sorrisi non bastano anche se sono indispensabili”. Altro parere è quello di Maurizio M.: “Non basta. Cagliari ormai è una città turistica, e l’inglese dovrebbe essere obbligatorio per chi ha contatto col pubblico. Bisogna preparasi, essere all’altezza di svolgere bene il proprio lavoro ed essere efficaci nella comunicazione con la clientela. Dai sondaggi sulla qualità dei servizi emerge infatti una certa approssimazione dovuta alla non conoscenza delle lingue”. 

Immagine simbolo da Pixabay 


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