Augusto, l’ambulante perseguitato da Equitalia: “Lasciato senza luce”

La storia di Augusto, l’ambulante di Assemini tartassato da Equitalia: “Vi racconto come mi hanno tolto tutto, anche la speranza”


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Augusto, ambulante di Assemini messo in ginocchio da Equitalia. Dopo trentacinque anni di attività la crisi, e la concorrenza soprattutto dei grandi centri commerciali, lo hanno portato al lastrico e alla depressione. Dopo aver saltato qualche pagamento delle cartelle è partito il fermo amministrativo del mezzo che usava per lavoro, poi l’intimidazione di sfratto e ora è stata staccata la corrente elettrica dell’abitazione in cui vive da ventidue anni. “Non so come uscire da questo tunnel – spiega disperato – non ho un soldo e non posso lavorare perché sono invalido all’85 per cento a causa della depressione che mi ha assalito”.

Una situazione che si protrae da circa un anno. “Non ho mai chiesto aiuto a nessuno – continua il signor Augusto – ho sempre lavorato e pagato le tasse. Purtroppo la crisi che si è venuta a creare, e le aperture di grandi centri commerciali e in più grandi negozi gestiti da commercianti non italiani, mi hanno messo in ginocchio e mi hanno circondato, così ho incominciato a saltare qualche pagamento delle cartelle di Equitalia. Automaticamente è scattato il fermo amministrativo del mezzo strumentale che uso per poter fare l’ambulante nelle piazze da 35 anni . Ho chiesto la rateizzazione del debito ma mi è stata rigettata, oltretutto l’impiegata che si occupava  della mia pratica mi ha detto: ‘vada a piedi a lavorare’. Questo è stato il motivo scatenante che mi ha fatto andare in depressione. Nonostante questo non mi sono arreso: ho bussato tutte le porte che potevo per poter ottenere un aiuto e sbloccare la situazione”.

A ottobre, dopo nove mesi senza pagare l’affitto, arriva la temuta intimidazione di sfratto. “A gennaio – continua l’ambulante – il giudice mi ha concesso il termine di grazia di 90 giorni per saldare il debito, oppure devo liberare la casa: sono nella situazione di moroso incolpevole. Voglio precisare che in questo appartamento ci abito dal 1992, e fino al febbraio del 2013 sono stato sempre puntuale con i pagamento del’ affitto. Ora ho subito il distacco della corrente elettrica . Non ho mai chiesto aiuto a nessuno perché ho pensato di risolvere questo problema da solo ,ma purtroppo questa volta non ci sto riuscendo, e la mia malattia si sta aggravando. Ormai non posso più lavorare a causa dell’invalidità all’85 per cento che mi impedisce di lavorare . A causa dei problemi legati alla mia situazione debitoria ho raggiunto un livello di depressione per cui sono in cura da un medico, e prendo dei farmaci specifici per poter andare avanti. Il fisco dovrebbe concedermi lo spazio senza circondami di pressioni e vessazioni. Spero di trovare una via d’uscita”.