“Assessori regionali in Sardegna: li volevano puri, professionali, impeccabili…ce ne sono per tutti i gusti”

L’opinione di Marcello Roberto Marchi: “Purtroppo, però, tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare, ovvero nulla di nuovo sotto il sole… Insomma … corsi accelerati di alto profilo politico e amministrativo !!!

Hanno detto ai quattro venti che li volevano, i consiglieri e gli
assessori regionali, che avessero un target irrinunciabile, cioè che
fossero ” puri, quindi originali, non transfughi, professionali e
competenti”. Queste dovevano essere le caratteristiche di base, per i
partiti che si affacciavano per la prima volta, come nuovi, alla
ribalta della politica regionale. Purtroppo, però, tra il dire e il
fare, c’è di mezzo il mare, ovvero nulla di nuovo sotto il sole. C’è
chi scambia la Sardegna con il Trentino – Alto Adige, dove c’è almeno
la differenza linguistica, in Sardegna, invece, cento dialetti, ”
chentu concas et chentu berrittas”. C’è chi ha una enorme esperienza
nel campo immobiliare e si deve mettere a studiare di trasporti
aereo-marittimi-ferroviari e di continuità territoriale. C’è chi è
ferrato nella lotta quotidiana alla dieta alimentare e nella
diabetologia ( anche se in Sardegna ci vuole un anno e mezzo per fare
un test diabetologico con la mutua) ma si trova a dover sgranare il
rosario della Riforma della Regione e del personale dell’intero
apparato regionale. Insomma … corsi accelerati di alto profilo
politico e amministrativo !!! C’è anche il problema della storia
politica dei partiti in Sardegna, che è in continuo divenire, è un
retaggio del passato, non c’è nulla di diverso sotto il sole, chi ha
una certa età non ha nulla da meravigliarsi, ne abbiamo visto di tutti
i colori ( politici, naturalmente). Come chi fino a ieri era organica
al partito democratico, sostenitrice del renzismo imperante ( caduto
in … piena corsa, ma sempre latente, sotto la pelle , tanto che
Matteo il fiorentino porta fuori di tanto in tanto la testa dal sacco
! ) si trova a dover gestire il settore forse più delicato ( sotto il
profilo economico-finanziario e sociale ) qual è quello
dell’Agricoltura, al quale il centro-destra dovrà dare risposte
alternative e credibili rispetto a quelle della Giunta di sinistra che
i Sardi hanno mandato a casa. Certo è un problema, specie per chi è
stato attore nella formazione dell’attuale quadro dirigente
regionale del PD, partecipe attivo della politica regionale della
sinistra che con il Presidente Pigliaru ha governato la Regione negli
ultimi cinque anni e che sembra risorgere qua e là, come l’araba
fenice, per volere di quel centro destra che, alle elezioni di
febbraio l’aveva mandata a casa. Ma , tant’è !!! Corsi e ricorsi
storici : non è che ci sia voglia di un novello compromesso storico
in salsa sardo-leghista ?
Marcello Roberto Marchi
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