Assemini, l’sos: “Ho pagato i miei debiti con la giustizia ma non mi danno la patente”

Nicola Manunza, 38 anni, tra pochi giorni rischia di restare disoccupato: “Non mi fanno prendere l’abilitazione per la patente C, c’è il diniego della prefettura. Ho sbagliato e pagato per i miei errori, sono un uomo libero con due figli e una compagna da sfamare. Non posso permettermi il ricorso al Tar”.

La sua fedina penale non è immacolata. Tra furti e spaccio Nicola Manunza, 38enne di Assemini, è stato condannato tre volte, ma oggi è un uomo libero e che ha pagato tutti i suoi debiti con la giustizia. Due figli, una compagna e un affitto da pagare, tra pochi giorni rischia di restare senza lavoro. Il motivo? Un diniego, confermato dalla prefettura, per potersi prendere la patente. L’articolo 120 blocca, al momento, tutte le speranze di Manunza: rientrerebbe, infatti, nella categoria di chi ha subíto più di una condanna. “Ma ho scontato tutte le mie pene, addirittura con un cumulo, legato alle condanne, di quasi venti mesi, tra il 2018 e il 2020. Oggi sono un uomo libero che chiede solo di poter lavorare. Ho un contratto in scadenza in una ditta di traslochi. Al momento posso guidare solo furgoncini con la patente B, ma devo ottenere la C per passare ai camion. Il mio titolare mi sta facendo svolgere prevalentemente operazioni di facchinaggio. Gli serve però un autista di camion, e quindi da ottobre resterò tagliato fuori. Ho già superato l’esame di teoria, con il foglio rosa ho un anno di tempo per sostenere l’esame pratico”.
Manunza racconta di aver scoperto di non poter conseguire più nessuna patente “nel 2015. Sono subito andato in tribunale e ho firmato i fogli per ottenere il cumulo della pena residua”. L’8 settembre scorso riceve un documento dalla motorizzazione: niente prova pratica alla scuola guida perché “la prefettura di Cagliari, in base alla documentazione in suo possesso relativa a Nicola Manunza, ha inserito nel sistema informatico del ministero dei Trasporti, la navigazione, gli affari generali e il personale, un ostativo al rilascio del titolo abilitativo alla guida”. Manunza, però, anche grazie a un consulto con il suo avvocato, vuole dare battaglia: “Posso fare un ricorso al Tar per chiedere la riabilitazione, il problema è che se mi viene negata non potrò ripresentare la domanda per i prossimi due anni. Il mio legale mi ha detto, soprattutto, che ho buone possibilità di vincere il ricorso, ma mi servono cinquemila euro. Non ho tutti questi soldi, non so più dove sbattere la testa: chiedo solo di poter lavorare onestamente, non voglio più commettere errori”.


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