Assemini, il filippino pestato perché scambiato per cinese “è ancora sotto choc e ha paura”

Demetrio Elida, il 30enne picchiato giovedì notte a bordo di un bus e per strada è stato ascoltato dai carabinieri. La cognata: “Sta molto male ed ha vuoti di memoria, non sarà presente alla marcia di solidarietà. Vuole solo stare vicino ai figlioletti”

La telefonata ricevuta dalla sindaca di Assemini Sabrina Licheri, con la massima solidarietà espressa per quanto avvenuto, ha fatto piacere a Demetrio Elida. Ma il 30enne filippino pestato nella notte di giovedì scorso a bordo di un bus e poi anche in strada perché “scambiato per un cinese”, con tanto di squallide battute a contorno incentrate sul Coronavirus, non sarà presente alla marcia di solidarietà organizzata per mercoledì prossimo proprio in quella città, Assemini, nella quale vive da decenni. Il giovane, dopo le dimissioni dal Brotzu (trenta giorni di cure per trauma facciale e molte microfratture) è uscito dalla sua abitazione solo oggi per raggiungere la caserma dei carabinieri di via Nuoro a Cagliari. Lì, è stato ascoltato per circa due ore dai militari, impegnati a ricostruire cosa sia esattamente successo e, contemporaneamente, a risalire all’autore o agli autori del brutale pestaggio attraverso anche le telecamere del Ctm. “Demis è ancora molto scosso e sotto choc, ha tanta paura”, spiega la cognata, Monica Diana.

 

“Non parteciperà alla manifestazione di mercoledì, ha poca voglia di parlare ancora di ciò che è successo. Sta avendo dei vuoti di memoria, la situazione non è semplice. Per ora, preferisce restare accanto ai suoi due figli e ai suoi parenti, ben distante dai riflettori”.


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