Assemini, il dramma di un fattorino: “Dimesso dal Brotzu senza infortunio e operazione, ho perso il lavoro”

Arrigo Santi, 55 anni, a ottobre 2021 viene portato d’urgenza all’ospedale: “Dolori atroci alla schiena mentre stavo caricando pacchi. Intervento per un’ernia compressa mai fatto e licenziamento perché, da 8 mesi, sono bloccato a casa: solo grazie alla generosità dei miei parenti potrò finalmente essere operato, a Messina”

Ha sentito dei dolori, “atroci”, una mattina di ottobre del 2021, mentre stava svolgendo il suo lavoro di fattorino. Arrigo Santi, 55 anni, siciliano d’origine ma da 23 anni residente ad Assemini, non avrebbe mai immaginato che, proprio da quel giorno, sarebbe iniziato un incubo che, purtroppo, sta ancora vivendo. Visitato e dimesso, in lista d’attesa per un intervento chirurgico a quella schiena martoriata, bloccato in casa senza nessun riconoscimento di infortunio e, ciliegina sulla torta, senza più un lavoro. E, se oggi può sorridere e incrociare le dita perché, presto, sarà operato, non in Sardegna ma nella sua città natale, Messina, Santi lo deve solamente alla generosità dei suoi parenti: “Stavo lavorando, caricando e scaricando pacchi, quando un dolore atroce alla schiena mi ha portato a essere trasportato d’urgenza al pronto soccorso del Brotzu. Dopo le prime cure del caso sono stato dimesso ma, invece di essere sottoposto ad infortunio, e quindi nulla è stato comunicato all’Inail, vengo messo in malattia e, come se ciò non bastasse, avrei dovuto subire in tempi rapidi un intervento chirurgico per un’ernia che mi tocca un nervo femorale, che ancora attendo, dopo aver fatto la preospedalizzazione ed essere stato inserito in lista d’attesa”. Tempi eterni, quindi, che portano Arrigo Santi a rivolgersi ad un avvocato. Inutilmente.
“A nulla sono valsi i solleciti del mio legale di fiducia, Sebastiano Desogus, che ha chiesto spiegazioni in merito al mancato riconoscimento dell’infortunio e, soprattutto, il mancato intervento chirurgico in tempi ragionevoli. Dal mese di ottobre 2021 non esco di casa perché non posso muovermi per i dolori atroci che devo sopportare e che posso attenuare solo con la morfina, e nel frattempo sono stato licenziato. L’ospedale non mi ha dato nessuna risposta e nessun supporto. Grazie all’aiuto economico dei miei familiari, tra dieci giorni potrò finalmente andare a Messina, mi è stato assicurato l’immediato intervento chirurgico al Policlinico. Pazienza per il lavoro, ma la salute viene prima di tutto”, osserva il fattorino, che manifesta “il mio disappunto per la sanità sarda”.


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