Assemini, disegni vietati ai bimbi per la festa del papà: la rivolta delle mamme

“La festa del papà è di tutti, rispettiamo chi non ha più un padre: oggi niente disegni”. Mamme in rivolta ad Assemini per la decisione della scuola: “La dirigente ha “proibito” venisse festeggiata sia la festa del papà per rispetto di chi un genitore non lo ha più: ma a voi sembra giusto?”

“La festa del papà è di tutti, rispettiamo chi non ha più un padre: oggi niente disegni”. Mamme in rivolta ad Assemini per la decisione della scuola: “Oggi ho portato via il mio bambino dall’asilo don bosco ad Assemini- spiega una mamma- e ahimè non aveva neanche un disegno per il suo papà , alcuni bimbi piangevano dal dispiacere e noi mamme non sapevamo come consolarli se non dicendo “dai a casa rimediamo”. Tutto questo grazie alla dirigente scolastica del plesso di via Di Vittorio che ha “proibito” venisse festeggiata sia la festa del papà che della mamma per rispetto di chi un genitore non lo ha più. E per consolazione ha voluto inventarsi la festa degli affetti che di tradizione nostra non ha nulla! Ha abolito di testa sua una tradizione a noi importante cancellando anche l’importanza del giorno di San Giuseppe, il protettore dei bambini  Ora io sono una mamma che in primis ha avuto un figlio con un padre mai stato presente, ma non per questo mio figlio che ora ha quasi 18 anni, non ha mai festeggiato il suo nonno che per ben 10 anni lo ha cresciuto facendogli da papà …io capisco e mi dispiace se alcuni bambini non hanno più il genitore, ma si trova sempre comunque la persona a cui fare un dono. Perché se non è un padre o una madre, sarà un nonna, uno zio, una sorella. Le nostre tradizioni così importanti, ce le stanno cancellando senza un se e senza un ma… perché un giorno una signora si sveglia e decide così. Decide sui nostri figli toccando nel profondo il loro cuore. Non si fa, i bambini sono sacri e non si deludono mai”.

In serata però è arrivata la replica della dirigente scolastica Maria Grazia Sanna, che risponde così alle mamme che protestano: “”Non ho mai proibito alle docenti di svolgere la festa del papà o la festa della mamma- spiega- né ho ricevuto richieste in tal senso da parte delle insegnanti. La festa degli affetti, di cui si parla nell’articolo, è una scelta progettata e operata congiuntamente dalle docenti dei tre plessi di Scuola dell’Infanzia e discussa con i genitori anche nell’ultimo Consiglio di Intersezione. Tali attività rientrano nel “Progetto feste”, inserito nella programmazione annuale, alla quale la sottoscritta non ha mai apportato modifiche, nè riguardo ai contenuti nè alle metodologie scelte per il lavoro con gli alunni. E’ utile ricordare che i docenti della scuola italiana, nel programmare le attività didattiche, hanno il pieno diritto di scegliere i contenuti, gli obiettivi, le metodologie più consone al contesto in cui operano. Esiste, infatti, la libertà di insegnamento, per la quale il docente pùò insegnare nel modo ritenuto più efficace e adeguato alle caratteristiche della realtà in cui opera, purchè in linea con i traguardi delle competenze previsti dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo, all’interno delle norme stabilite e in coerenza con le finalità generali del sistema di istruzione. Ciò rappresenta un diritto dei docenti, sancito dalla Costituzione Italiana, a garanzia di una libertà di insegnamento intesa come autonomia didattica e libera espressione culturale. Tale diritto deve essere rispettato da tutti, comprese le famiglie. Eventuali discordanze possono essere chiarite e superate nei momenti istituzionali di incontro tra scuola e famiglia, durante i quali i docenti dialogano con i genitori illustrando e motivando, all’inizio e nel corso dell’anno, le attività e i progetti proposti e sviluppati nell’anno scolastico. Sulla base dell’offerta formativa proposta dalla scuola, rientra nella responsabilità dei genitori operare una libera scelta sulla scuola da far frequentare ai propri figli. In conclusione, ribadisco di non aver mai proibito alcun festeggiamento per la festa del papà o della mamma, né abolito o vietato festeggiamenti per ricorrenze o tradizioni consolidate”.


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