Asilo Marina Stampace, la lettera disperata dei dipendenti licenziati

Lettera aperta all’ex assessore regionale La Spisa


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Egregio Dottor La Spisa,

    chi le scrive è un gruppo di ex dipendenti della scuola gestita dalla Fondazione Asilo Marina Stampace, Istituto a lei ben noto non solo per questioni prettamente personali, ma anche in quanto ex Assessore al Bilancio della Regione Autonoma della Sardegna che, per diversi anni, ha provveduto al finanziamento dei fondi finalizzati al funzionamento della stessa: dopo anni di lavoro non retribuito, alcune di noi sono state licenziate, altre, non avendo alcuna garanzia sul futuro e tantomeno su stipendi arretrati e su TFR, seppure a malincuore sono state costrette a dimettersi.

    Le rivolgiamo questo accorato appello, non solo per manifestare la profonda delusione nei confronti di un’amministrazione regionale che ha dimostrato il più totale disinteresse nei confronti della nostra drammatica situazione, da noi più volte denunciata anche a mezzo stampa, ma anche perché speriamo che questa possa essere l’occasione che porti finalmente ad un approccio costruttivo da parte di chi è stato ritenuto responsabile della nostra vicenda e affinché si faccia un passo avanti verso una definitiva soluzione nel rispetto della dignità delle parti coinvolte. Nonostante le innumerevoli e a tratti umilianti difficoltà che questo dramma lavorativo ha portato nelle nostre vite personali e famigliari, non ci siamo mai sottratte per dovere morale, ma anche per passione, alle nostre responsabilità professionali: la stessa dedizione che giorno dopo giorno, per anni, abbiamo messo nel nostro lavoro e che genitori e bambini hanno sempre riconosciuto e ricambiato con estremo affetto. Tutto ciò, pur vivendo la drammatica situazione di chi per mesi e mesi e fino all’ultimo giorno non ha ricevuto lo stipendio dovuto per il lavoro svolto (unica fonte di guadagno per alcune delle nostre famiglie), tanto da avere difficoltà nel pagare il biglietto dell’autobus o la benzina per recarsi sul posto di lavoro..

    Se la disperazione di questi anni non ha preso il sopravvento è solo perché siamo anche madri e mogli e, in quanto tali, non possiamo permetterci il lusso di scaricare le nostre frustrazioni sulle nostre famiglie, già fortemente mortificate da questo disagio, e sulle persone che ogni singolo giorno ci sono state vicino, moralmente ed economicamente: solo grazie a loro siamo state in grado di pagare alcuni dei tanti solleciti di pagamento ancora in sospeso, le tasse scolastiche e universitarie dei nostri figli, le bollette, le spese ordinarie e straordinarie, comprese quelle quotidiane per il mangiare, che sempre più spesso arriva solo grazie alla solidarietà di parenti e amici.

    Egregio dottor La Spisa, ci rivolgiamo a lei in quanto esponente di una Giunta Regionale che ha visto nascere il nostro dramma, senza però porvi rimedio: la nostra situazione, ci vien detto spesso, è particolarmente ‘spinosa’ a causa della duplice natura delle responsabilità delle parti coinvolte: imprenditrici private da una parte e Amministrazione Regionale dall’altra. Per questo, in un periodo di demagogia e irresponsabile propaganda come quello attuale, le chiediamo di dare dignità alla nostra vicenda e al nostro ennesimo disperato appello. In caso contrario, sancirà l’ennesimo fallimento della attuale classe dirigente e politica, che mira esclusivamente all’autoconservazione della casta e dei suoi privilegi, insensibile e poco attenta verso i problemi di chi dovrebbe rappresentare.

    Ribadiamo che le rivolgiamo questo appello in quanto parte politica direttamente interessata che, nel corso del suo mandato di Assessore Regionale alla Programmazione e al Bilancio, ha garantito i finanziamenti alla Scuola in oggetto, gestita dalla attuale presidente della Fondazione Scuola Asilo Marina Stampace.

    Comitato ex dipendenti Scuola Asilo Marina Stampace